Diritti tv, Lega e scudetto: la Fiorentina che scalpita

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    Della ValleCome riporta Il Corriere Fiorentino, Contro Pioli e contro Lotito. Fiorentina-Lazio (oggi alle 18 al Franchi) si gioca su due piani, una specie di partita doppia che può decidere lo scudetto d’inverno, ma anche influenzare gli assetti futuri del nostro calcio. Paulo Sousa, insomma, ha davanti un’occasione d’oroVincere la terza gara consecutiva, dopo Chievo e Palermo, per superare il muro dei 40 punti e andare a dormire da primo della classe in attesa delle risposte di Inter, Napoli e Juventus. La battaglia che impegnerà la società sarà invece condotta dal presidente Mario Cognigni ed è più oscura, complessa, subdola, cruciale. Perché la Fiorentina vuole contare di più in Lega. Senza alzare la voce, né sbattere le porte. L’input dei fratelli Della Valle è chiaro: rendere più efficiente e soprattutto più equa la confindustria del pallone.
    Così se Sousa nei novanta minuti contro Pioli dovrà cercare di sovvertire la tradizione negativa, Cognigni se la dovrà vedere con Lotito, l’uomo forte del calcio italiano, legato a filo doppio con Galliani e sino a qualche tempo fa consigliere di fiducia del presidente federale Tavecchio. Qualcosa però è cambiato. Lotito, abile a muoversi nei corridoi dei palazzi romani, ha perso un po’ di credibilità. La Federcalcio cerca, almeno all’apparenza, di smarcarsi da una figura troppo ingombrante e il presidente laziale ha cominciato a perdere qualche battaglia: l’ultima, per esempio, sulla presidenza della Lega Pro in cui aveva sponsorizzato la candidatura di Lello Pagnozzi, battuto da Gravina.
    La Fiorentina non ha niente di personale contro Lotito. Ma dopo gli anni successivi a Calciopoli, in cui si era fatta da parte per scelta, adesso vuole tornare a contare ed è schierata a fianco degli innovatori, di chi spinge per una lega manageriale con una nuova governance. Lo fa a fianco della Juve e della Roma, soprattutto del Napoli, l’altra «intrusa» nella corsa allo scudetto: De Laurentiis e i Della Valle hanno modi e caratteri profondamente diversi, ma sognano un calcio non più in mano ai soliti noti. La Lega è una specie di polveriera, le guerre di corridoio sono all’ordine del giorno e gli amici di oggi rischiano di diventare i nemici di domani. Ma adesso il partito del cambiamento è forte, determinato, solido. E la Fiorentina vuole fare la sua parte, cercando di coinvolgere anche le piccole società. Perché i prossimi anni saranno decisivi per disegnare il calcio di domani, che dovrà passare da stadi nuovi e una diversa distribuzione dei diritti televisivi. La Fiorentina, sotto questo profilo, come ha confermato lo stesso Cognigni al Corriere Fiorentino si sta battendo in silenzio ma con forza perché vengano ridiscussi le quote dei parametri stabiliti, dando più valore alla meritocrazia e al lavoro, cioè ai piazzamenti in classifica, rispetto al blasone e al bacino di utenza.
    La battaglia è lunga, oltre i novanta minuti di oggi. Che però valgono moltissimo. Un trappola nella corsa al vertice. La Lazio è in difficoltà, ha vinto solo una delle ultime nove partite, però lo ha fatto, subito prima della sosta natalizia, in casa dell’Inter capolista. Inoltre, Pioli recupera Biglia, che da solo vale mezza squadra e anche Milinkovic-Savic, pronto a giocare titolare dopo il gran rifiuto dell’estate di indossare la maglia viola. È una Lazio minima, che contro il Carpi non ha tirato una volta nello specchio della porta, record negativo di tutto il campionato. Ma la tradizione è negativa: i biancocelesti hanno vinto le ultime tre partite e quattro delle ultime cinque al Franchi. Contro l’Inter, la Lazio ha lottato su ogni pallone e colpito al momento giusto. Pioli chiede ai suoi uomini di ripetere quella notte. Candreva è il pericolo numero uno, Keita dovrebbe aver superato Felipe Anderson sull’altra corsia. Sousa dovrà sconfiggere questa specie di sortilegio. Perché non è il momento di fermarsi. Stasera conta il campo. Poi riprenderà la battaglia a Lotito e al potere malato del calcio. La Fiorentina cerca una dimensione stabile: lottare sempre per l’Europa e far sentire la propria voce negli uffici di via Rosellini. Non è né poco, né facile .

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