Disastro arbitri. Troppi episodi sospetti, una svista tira l’altra

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    Tomovic e Borja Valero contro Babiany in Parma-Fiorentina 2-2Sette gli episodi incriminati, almeno otto i punti in più che la Fiorentina avrebbe dovuto avere in classifica (di conseguenza, in virtù dello scontro diretto, il Napoli ne avrebbe dovuti vantare due in meno).
    Si è cominciato alla terza di campionato, Fiorentina-Cagliari: Rossi viene atterrato in area da Murru (Pepito è appena dentro) eppure il calcio di rigore non viene assegnato: per tutta risposta, alla luce delle reiterate proteste, viene espulso Pizarro. Due turni dopo, a San Siro con l’Inter, è Valeri a non interrompere l’azione che porterà in vantaggio i nerazzurri nonostante il fallo, netto, di Ranocchia su Tomovic. Alla decima, Calvarese va oltre ogni previsione. Nonostante il fallo subìto da Cuadrado, in area, con Inler che allargando la gamba lo colpisce sotto al ginocchio, il direttore di gara non indica il dischetto ed ammonisce (per la seconda volta) il colombiano estraendo subito dopo il rosso per somma di ammonizioni. Pizarro torna al centro dell’attenzione con il gesto delle manette mimato in mezzo al campo.
    A Udine, il 24 novembre, c’è un altro penalty non fischiato: fallo di Allan su Rossi, ma Tagliavento guarda avanti. La sconfitta avrebbe potuto essere trasformata almeno in un pareggio. Alla ventunesima di campionato, Fiorentina-Genoa, Tommasi assegna un rigore ai rossoblù di Gasperini dopo che Antonelli si lancia in area simulando un fallo di Neto. In più, viene annullato il gol di Aquilani per un fuorigioco che non c’era. Con l’Inter avrebbe dovuto essere annullato il gol di Icardi, di almeno sessanta centimetri in fuorigioco. Secondo rigore negato nell’arco degli stessi 90 minuti pure su Ilicic, colpito alla testa da Hernanes. A Parma l’ultimo scandalo: non viene fra l’altro ravvisato in fallo in area di Paletta e manca il secondo giallo su Molinaro.