Domani Sampdoria-Fiorentina, a distanza di due anni Mihajlovic cerca la rivincita

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    mihaEra il 7 novembre del 2011 (ricorda Tuttosport) quando Sinisa Mihajlovic fu esonerato al termine della partita contro il Chievo. Il suo campionato sulla panchina della Fiorentina durò poco più di due mesi e la famiglia Della Valle scelse Delio Rossi per il nuovo corso. Il 20 novembre di due anni dopo, invece, il walzer degli allenatori fu esattamente inverso: la Sampdoria, guarda caso al termine della sconfitta contro i viola, decise di esonerare Rossi per affidare la panchina a Mihajlovic. Sono passati 4 mesi e ora il tecnico serbo, raggiunto l’obiettivo della salvezza con i blucerchiati, ha un unico scopo: battere la sua ex squadra domani al Ferraris. Del resto già una settimana fa si era capito quanto l’allenatore della Sampdoria tenesse a questa gara: dopo la vittoria contro il Verona, infatti, non aveva avuto esitazioni a proporre a Sassuolo un mega turn over degno delle più classiche partitelle estive. La sua squadra ha comunque vinto e i titolari domani saranno pronti per provare a centrare l’ultima impresa che ancora manca alla squadra ligure: battere una big. Tra l’altro per Mihajlovic quella con la Fiorentina è solo la prima di una lunga serie di sfide al suo passato: dopo la partita contro i viola, infatti, per uno strano scherzo del calendario i blucerchiati incontreranno Lazio, Inter e Catania.
    PRIMA VOLTA Questo però resta il match più stuzzicante, anche per la presenza sulla panchina della Fiorentina di Vincenzo Montella, altro ex rimasto nel cuore della Genova sampdoriana. Mihajlovic invece ritroverà la sua ex squadra per la prima volta, visto che dopo il suo esonero accettò la panchina della Nazionale serba. Sono quindi passati 28 mesi dal suo addio a Firenze, ma sicuramente il tecnico non ha dimenticato quella parentesi non particolarmente fortunata: l’amore con la piazza, ancora molto legata al predecessore Cesare Prandelli, non sbocciò mai, anche a causa dell’infortunio di Jovetic e di alcune dichiarazioni roboanti dell’allenatore a cui però non seguirono i fatti e che i tifosi non gli perdonarono, tanto da contestare apertamente squadra e tecnico subito dopo la sconfitta con il Chievo. Già quest’anno, tra l’altro, Mihajlovic non ha perso occasione per punzecchiare i tifosi viola. Subito prima della gara contro il Torino, infatti, era tornato a parlare dell’ex Cerci, che aveva allenato a Firenze: «E’ un giocatore importante anche se quando era a Firenze lo fischiavano. Ha dimostrato che erano i tifosi a non capire un c…».