Dominio di gioco e identità precisa: a Poznan per convincere anche in Europa

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La Fiorentina è di nuovo prima in campionato, e ci resterà ancora per altri cinque giorni. Nel frattempo, spazio all’Europa e a una qualificazione ai sedicesimi ancora tutta da conquistare. La squadra di Sousa, comunque, esce dal trittico di campionato (tre partite in otto giorni) con una certezza: la Fiorentina c’è, ad un terzo di campionato ha un’identità precisa, un gioco consolidato e… ancora margini di crescita. La doppia vittoria contro Verona e Frosinone, con superiorità quasi schiacciante, ha scacciato via la delusione per le sconfitte (immeritate) contro Napoli e Roma. Partite sulla carta semplici, contro Hellas e ciociari, ma giocate con la sicurezza e la personalità della grande squadra. Un fattore importante, guardando anche in prospettiva: spesso i campionati si vincono così.
Dominio sul campo praticamente contro ogni avversario, certificato dai numeri: la Fiorentina è la squadra con la maggior percentuale di possesso palla del campionato. Con il Frosinone sono state raggiunte proporzioni ‘bulgare’: 74% di possesso palla a fine partita, ma tutt’altro che fine a sè stesso. Nel primo tempo, quando c’era da vincere la partita, i viola hanno tirato in porta 19 volte, centrando il bersaglio grande in otto occasioni. E in generale, in campionato, è la 4° squadra che tira più in porta. Un bel mix tra controllo ed efficacia. Sinonimo di dominio.
È, in sostanza, la mentalità data da Sousa alla sua Fiorentina, ad ogni suo giocatore, fin dall’arrivo a Firenze. La voglia di vincere sempre, contro ogni avversario, fin dal primo minuto. Sarà per questo che la Fiorentina non ha ancora pareggiato in stagione: la voglia di vincere, a volte, ha anche portato a scivoloni dettati dalla frenesia.

LA SQUADRA ITALIANA PIU’ EUROPEA – Va in controtendenza, in questi primi due mesi di stagione, il rendimento in Europa League della Fiorentina. ‘La squadra più europea del campionato italiano’, l’hanno definita gli esperti, quella di Sousa. Proprio per la mentalità, l’identità, lo stile di gioco, che spesso in Europa viene esaltato al cospetto di avversari di altri campionati. E invece, nel girone I di Europa League, la Fiorentina si trova a rincorrere, essendo addirittura ultima nel raggruppamento. Giovedì, a Poznan, non si può – dunque – proprio sbagliare. Ecco perché il pensiero fisso di tutti, al centro sportivo, è rivolto fermamente verso la trasferta polacca.
Il Lech che aveva sorpreso la Fiorentina due settimane fa, al Franchi, contro una squadra apparsa – per la prima volta in stagione – senza troppe idee e non troppo ‘convinta’. Cosa che non è andata giù a Paulo Sousa, che per questo giovedì si aspetta una reazione d’orgoglio. La capolista della Serie A, insomma, non può fare quelle figure contro l’ultima del campionato polacco. E la Fiorentina, che ‘domina’ in Italia, non può trasformarsi nella sua brutta copia appena varcati i confini. Sousa vuole risposte, e soprattutto risultati. È quasi un paradosso: con Montella la Fiorentina era arrivata ad un passo dalla finale europea, sfornando prestazioni esaltanti anche contro avversari superiori, mentre in campionato non era mai riuscita ad andare oltre il quarto posto. Con Sousa succede l’opposto: viola primi in Italia, dopo 16 anni, e male in Europa.

E se qualcuno, tra i tifosi, inizia già a sperare di poter abbandonare l’Europa, per dare in massimo in campionato e puntare dritti allo scudetto, in società nessuno vuole fare questi calcoli. Tanto meno Sousa. Perché la consapevolezza, da parte di tutti, è che una Fiorentina così possa e debba far bene anche in Europa. Ripetere il percorso dello scorso anno proprio per la forte identità che caratterizza la squadra di Sousa. Dopo i due passi falsi contro Basilea e Lech Poznan, insomma, ora serve fare sul serio. Passare il girone eliminatorio è l’obiettivo minimo: a gennaio poi, anche in chiave mercato, saranno inseriti giocatori mirati e adatti che possano permettere di andare avanti sui tre fronti senza traumi. Cosa che, al momento, non è garantito, soprattutto in difesa, dove la coperta è molto corta.

TURNOVER ‘INVERSO’ – Non si può sbagliare, giovedì, e dunque in Polonia tornano i ‘big’ di Sousa. Un turnover ‘inverso‘, perché se nelle precedenti partite europee il tecnico viola aveva mutato dai 7 ai 9 giocatori, inserendo chi aveva giocato meno, a Poznan entreranno invece coloro che sulla carta sono i titolari di questa Fiorentina. Grosso modo la squadra che ha giocato contro Inter, Napoli e Roma, insomma. Dal 1′ i vari Kalinic, Ilicic, Bernardeschi, Borja Valero, Kuba, magari recuperando Alonso o Astori. Valutazioni che saranno più precise con l’avvicinamento al match, ma l’indicazione di Sousa è chiara: a Poznan giocheranno i migliori, perché non sono ammessi passi falsi. Non vincere in Polonia comprometterebbe davvero il passaggio del turno in Europa League.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it

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