Dopo Montella è Salah la cartina tornasole del futuro viola

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Ufficialmente è stata la volontà di togliere la clausola rescissoria da parte di Vincenzo Montella il motivo della rottura tra il tecnico e la società viola. Ma quelle frasi sul capire cosa si vuol fare, il mercato e le ambizioni della società gigliata ripetute quasi come un disco incantato da parte dell’ormai ex tecnico viola non sono certo passate inosservate. Così come la richiesta da parte dell’aeroplanino di chiarezza da parte della società ma soprattutto nei confronti di tifosi e piazza. Ma una cosa è altrettanto certa: Montella era una sorta di garante del progetto viola. La sua permanenza a Firenze l’estate scorsa era sinonimo di niente ridimensionamento e niente cessioni. I botta e risposta tra Montella stesso e la società nell’estate scorsa su Cuadrado ne sono l’esempio lampante: “Non ci si rinforza cedendo un campione” disse allora l’ex allenatore della Fiorentina. E di garanzie, lui, ne ha sempre richieste, quasi imposte. E avendo annusato che la stagione ormai alle porte rischiava di essere un salto nel buio è arrivato alla rottura definitiva. Montella significava crescita ulteriore, ambizione e voglia salire ancora qualche gradino. E non è un caso se la decisione di esonerarlo da parte dei Della Valle sia suonata ai più come una volontà di ridimensionamento. 

Ed ora il nodo Salah. La Fiorentina vuole rinnovare il prestito dal Chelsea per una ulteriore stagione. Come, per altro, da accordi già stabiliti a Gennaio scorso con un milione di euro circa da versare nelle casse dei blues e ingaggio dell’egiziano a carico della Fiorentina. Ma prima serve l’ok alla permanenza in viola da parte del numero 74. L’affetto della gente certo non gli manca, e gli applausi, le standing ovation, i cori per lui da parte della Fiesole e di tutto il popolo viola non sono mai venuti meno. A Firenze sarebbe la stella, in altre parti d’Europa sarebbe uno dei tanti, se non addirittura una alternativa. A Firenze c’è la vetrina europea, in altre piazze alle quali è accostato (almeno italiane) solo qualche soldo in più. Una discriminante c’è, tuttavia: il futuro e le ambizioni. E’ (purtroppo) chiaro che con i soldi di Mister Bee ad esempio il Milan rischia di poter ambire entro breve a tornare ai suoi livelli, così come l’Inter. In altre piazze europee tipo Wolfsburg e Atletico Madrid la certezza di futuro c’è già. E a Firenze? Tutti i dubbi dell’egiziano sono infatti legati alle ambizioni di questa società. Se Salah dovesse rimanere, allora, vorrebbe dire aver ricevuto rassicurazioni da parte dei fratelli Tod’s. Quali? Che la Fiorentina punterà a confermarsi nelle primissime posizioni anche l’anno prossimo, punterà ad arrivare in fondo in Europa League anche quest’anno e cercherà di vincere la Coppa Italia.

 

Dopo l’addio di Montella diventa dunque Salah la nuova cartina tornasole del futuro viola. La sua permanenza a Firenze sarebbe sinonimo di garanzia e fiducia. Perché sognare non è impossibile ma a volte, in questo clima di depressione generale che si respira in città, rischia di essere un po’ più difficile.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it