Doppio black out. Così è deragliata la freccia viola

    0



    Borja Valero e Higuain NapoliBISOGNA chiedersi cos’è successo nell’ultima settimana alla Fiorentina, come se un gigantesco elastico le avesse impedito di decollare nel momento della possibile raccolta dopo la lunga, tenace, accurata preparazione del terreno: i due flop contro la Juventus e il Napoli (sei gol presi, zero segnati) hanno determinato il deragliamento a un passo dalla finale di coppa Italia e il preoccupante passo indietro in classifica, insieme allo sbandamento emotivo del gruppo. Sfumato definitivamente il terzo posto (la Roma ha otto punti in più e il vantaggio negli scontri diretti), la prospettiva si concentra sull’obiettivo teoricamente più complicato, cioè l’Europa League che in caso di vittoria garantirebbe l’accesso diretto ai gironi della prossima Champions League. Pensarci ora dopo due partite così sconsolanti può sembrare un esercizio di comicità, Ma tante volte in questa stagione la Fiorentina ha dimostrato di saper cambiare passo quando gli altri le attribuivano poche possibilità. Certo, resta il bilancio troppo negativo negli sconri diretti contro le prime in classifica, contro le quali in campionato la Fiorentina ha conquistato appena 5 punti sui 27 a disposizione. Un dato che parla da solo e avvalora le convizioni di chi chi attribuisce alla squadra viola il classico braccino del tennista’: quando i punti o le partite contano, c’è sempre paura di sbagliare. Tesi rispettabile, anche se proprio in questa stagione la squadra si Montella si è resa protagonista di imprese assolutamente uniche: l’eliminazione del Tottenham e della Roma in Europa League e la vittoria contro la stessa Roma nei quarti di finale di coppa Italia sembravano spingere la Fiorentina verso la dimensione di una squadra convinta delle proprie capacità. Certo l’arrivo di Salah e il suo portentoso inserimento nel calcio italiano (sette gol, di cui quattro decisivi) hanno parzialmente coperto lacune offensive che prima erano evidenti anche con Cuadrado .

    RESTA IL FATTO che il doppio passo indietro della Fiorentina è stato clamoroso proprio per la striscia di 19 partite con una sola sconfitta da metà gennaio in poi. Montella dice che qualche spiegazione’ dovrà darsela e che la sconfitta contro la Juve è arrivata in modo così inaspettato da essere uno choc. Si è preso tutte le responsabilità per la poca convinzione mostrata dalla squadra. «Non sono stato bravo a rimotivare i giocatori». Il problema non è fisico, secondo l’allenatore, ma mentale. «Bisogna a questo punto capire su chi potrò fare affidamento». Non è un ultimatum, ma quasi. Anche perché il tempo della raccolta sta finendo e sarà meglio non far cominciare quello dei rimpianti.