Dribbling e fantasia, sulle orme di Praet

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Talento, gioventù, fantasia, dribbling. Nome e cognome: Dennis Praet. Uno che, fino a qualche mese fa, pareva irraggiungibile per la Fiorentina. Lo cercava (e ci sta provando ancora) l’Arsenal, ci ha pensato la Juventus, lo hanno seguito Liverpool e Borussia Dortmund. Era, tanto per capirsi, uno di quelli “troppo forti” per poter arrivare a Firenze.
Eppure, piano piano, la pazza idea si è trasformata in tentativo. E quindi in trattativa. Seria, concreta. Fino al mese scorso, quando Mario Cognigni e Fali Ramadani hanno deciso di lanciare l’affondo definitivo e, forse, decisivo. Erano i giorni del caos Sousa.
Polemiche, dubbi, incertezze. E parecchia diffidenza reciproca. Colpa (anche) di un mercato di gennaio che aveva mandato su tutte le furie il portoghese. È stato in quel momento (più o meno a metà aprile) che il presidente esecutivo (accompagnato dal fido procuratore) si è incontrato (a Milano) col direttore sportivo dell’Anderlecht. Come a voler dimostrare al proprio allenatore che, stavolta, alle parole sarebbero seguiti i fatti.
Dennis Praet, in pratica, è la pedina col quale la società vuol dimostrare al tecnico di esser pronta ad accontentare Sousa. Del resto, Paulo conosce benissimo questo biondino tutto tecnica e fantasia. Lo stima, e sarebbe felicissimo di averlo con sé. Una stima, tra l’altro, pienamente ricambiata. «Conosciamo benissimo Sousa fin dai tempi del Videoton – ha raccontato qualche giorno fa il padre (e agente) del belga – è un allenatore fantastico e sarebbe uno dei motivi per i quali Dennis verrebbe a Firenze». Non a caso la trattativa ha subito un’ulteriore accelerata negli ultimi giorni. Una volta saputo che il tecnico sarebbe rimasto, Praet ha sciolto anche gli ultimi dubbi. Per farla breve: ancora non si può parlare di affare fatto e concluso, ma la strada è quella.
Costo dell’operazione? Intorno ai 10 milioni di euro. Anche se ieri il ds dell’Anderlecht ha detto: «La Fiorentina? ci sono ancora chilometri di distanza tra la domanda e l’offerta». Tatticismi. Vediamo. Va anche detto che Praet ha un contratto con scadenza 2017. Ma la domanda a questo punto è: che cosa ha in mente Sousa per lui?
Per rispondere, bisognerebbe sapere con che tipo di sistema di gioco ha intenzione di ripartire il portoghese. Si andrà avanti con l’alternanza tra 4-2-3-1 e 3-4-2-1 o ci sarà qualcosa di nuovo? Se questa fosse la base, Praet troverebbe comunque una sistemazione ideale. Trequartista puro, il belga (classe ‘94) è un giocatore capace di giocare sia in verticale con la prima punta che come esterno offensivo.
Basta guardarsi qualche spezzone delle sue partite. Si mette tra le linee nemiche, da vero e proprio regista offensivo, ma molto spesso ama defilarsi sulla sinistra. La sua dote principale è l’ultimo passaggio. Col gol, invece, non ha una gran confidenza. Quest’anno tra campionato e coppe ne ha segnati 5 in 43 presenze. Di assist, invece, ne ha forniti 9. Chiaro, no? Se davvero arriverà, e se prenderà il posto di Ilicic, nessuno si aspetti che segni quanto lo sloveno.