Due gare in 4 giorni per il giro di boa. Ma serve anche il mercato

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E finalmente tornò il calcio giocato. La lunga pausa natalizia della Serie A, unico tra i grandi campionati d’Europa a fermarsi per oltre due settimane, cesserà questa sera, con il derby di Genova in programma a Marassi. Per la Fiorentina è invece giornata di vigilia: testa e gambe rivolte all’avversario, visto che domani, giorno dell’Epifania, sarà impegnata al Barbera contro il Palermo. Prima delle due gare nel giro di quattro giorni, che porteranno la Fiorentina al giro di boa del campionato. Un girone d’andata vissuto fin qui sulla cresta dell’onda: secondo posto con 35 punti in 17 partite, maggior numero di vittorie (11, insieme all’Inter), miglior attacco (33 gol fatti), miglior rendimento interno (22 punti su 27), miglior attacco e miglior difesa in casa (20 fatti e 5 subiti al Franchi), cinque turni in testa alla classifica. Con la possibilità, ancora aperta, di laurearsi Campione d’Inverno. Sarebbe un traguardo non da poco. L’Inter giocherà ad Empoli e contro il Sassuolo (in casa), il Napoli in casa contro il Torino e a Frosinone, la Roma a Verona con il Chievo e in casa contro il Milan, la Juve in casa contro il Verona e a Genova contro la Samp. La Fiorentina, invece, giocherà domani a Palermo e poi sabato, alle 18, in casa contro la Lazio.

Due partite ravvicinate che faranno luce sullo stato psico-fisico della squadra alla ripresa. Per capire se queste due settimane abbondanti di sosta saranno servite ai giocatori di Sousa per ricaricare le batterie, arrivate quasi al limite a fine 2015. C’è da sfatare, per la Fiorentina, il tabù legato alle ultime gare giocate per la Befana. Parma, Pescara ma anche Livorno (gara del ko di Rossi): gli ultimi tre incroci per l’Epifania hanno prodotto altrettanti disastri, a Palermo bisognerà che accada qualcosa di ben diverso. Attese, su questo ma anche in ottica mercato, le parole di Sousa, che non parla pubblicamente dal post-gara contro il Chievo. Condizione della squadra, ma anche considerazioni sul caso-Rossi e indicazioni sul mercato, per un allenatore che in questi mesi non ha mai lesinato messaggi o frecciate a mezzo stampa.

Il mercato, appunto, quel quid che dovrebbe dare una marcia in più alla Fiorentina per la seconda parte di stagione. Sousa attende(va) acquisti mirati, e in breve tempo, visto che gli uomini di mercato viola hanno avuto settimane per studiare gli obiettivi e impostare le trattative più delicate, in ruoli che già da tempo sono considerati ‘non completi’. “A gennaio arriveranno almeno due giocatori, di cui un difensore. Mexes era praticamente fatto, Denayer è sfumato.. non dico il nome di altri due difensori perché sono uno più vicino dell’altro per gennaio”, aveva detto Daniele Pradè subito ad inizio settembre. Facile intuire come uno dei due nomi potesse essere quello di Lisandro Lopez, indicato da Sousa e seguito dalla Fiorentina da mesi. Adesso, però, le parti sembrano più lontane, visto che il difensore sta giocando titolare da un paio di mesi al Benfica. La Fiorentina non ha chiuso l’operazione al momento giusto (metà ottobre), ora i portoghesi giocano al rialzo… e i viola valutano le alternative. I classici giochi del mercato, per un giocatore che, evidentemente, non aveva convinto a tal punto da affondare il colpo anticipando i tempi. Mexes resta una pista che si può riaprire da un momento all’altro (in estate tutto fu fermato da Berlusconi, ma ora la politica rossonera mira verso lo smaltimento di ingaggi medio-alti di giocatori non utilizzati), Fazio un altro esubero (all’estero) che vuole cambiare aria ma che sente le sirene di un ritorno al Siviglia (con il Tottenham che difficilmente darà il giocatore in prestito). Poi i profili valutati in Sudamerica, come Bressan, Marlon e Balanta, ma Sousa vuole giocatori pronti e da inserire subito nel calcio italiano e nella sua filosofia di gioco. E’ proprio in difesa, insomma, che Sousa si aspetta il primo colpo, visto che la coperta è corta da quando questa squadra è stata creata in estate. Poi il centrocampista, l’esterno e l’attaccante, con le attese partenze di Suarez e Rossi (più Rebic).
A proposito di Pepito, la situazione resta intricata. Lui continua nella sua ferma volontà di voler giocare, per dimostrare di essere tornato e puntare all’Europeo. In questi giorni sta provando a convincere Sousa, perché far bene in viola resta un suo pallino. È tornato insomma carico e pimpante dagli States. I procuratori, intanto, stanno sondando il mercato europeo (e non solo) per trovare una squadra che gli possa dare continuità, tirando la corda con la Fiorentina e propendendo per un trasferimento. Il problema, ribadito dalle parole di Cognigni, è che Rossi, se partirà, lo farà solo in prestito secco, senza alcun riscatto o possibilità di cessione a titolo definitivo. Per questo, per i Pastorello trovare una squadra che si accolli tutto l’ingaggio di Rossi (oltre il milione e mezzo lordo), senza alcun diritto di riscatto futuro, è al momento difficile, tanto che nessuna proposta concreta, che soddisfi tutti i parametri, è arrivata in sede viola.  

Il mercato è iniziato, Sousa attende i primi rinforzi da una società che, a parole, si è sbilanciata da più parti con una promessa: regalare giocatori importanti e pronti ad un allenatore che finora è andato oltre le aspettative.
Intanto, la Fiorentina ritorna in campo, per una quattro-giorni che chiuderà un girone d’andata da record. Palla al campo, per una Viola che vuole continuare a stare al vertice.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it