Due mesi senza Davide. Procuratore di Udine: “Una settimana e avremo le risposte. Possibili proroghe”

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Sessanta giorni sono passati da quel 4 marzo, giorno in cui scompariva tragicamente Davide Astori. Ancora alla morte del giovane atleta – che quattro giorni prima, insieme ai compagni, aveva superato i controlli medici semestrali previsti dalla Federcalcio – è associato il senso di una tragedia senza spiegazione. Se non quella medica già emersa nelle prime ore, subito dopo l’autopsia: causa di morte cardiaca, senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica, con congestione poliviscerale ed edema polmonare. Così scrive La Nazione.

I tempi per la consegna della relazione definitiva scadranno la prossima settimana. Spiega il dottor Antonio De Nicolo, procuratore capo di Udine: «I tempi per presentare la relazione dopo l’autopsia e gli esami più approfonditi scadranno la prossima settimana, ma non è escluso che i due specialisti chiedano una proroga. Per ora non abbiamo avuto notizie».