E adesso fuori le palle. Per Firenze e per l’onore 

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E adesso fuori le palle. Non sono più concessi stacchi o cali mentali. Non è più concesso gettare la spugna. Prestazioni incolore come quelle contro Empoli, Verona, Udinese, non possono e non devono più ripetersi. E non solo domenica sera contro la Juventus, ma da qui a fine campionato. E se questo messaggio, forse, non era stato colto in questo momento di difficoltà, ci hanno pensato i tifosi più caldi della Curva Fiesole ieri mattina a ricordare a squadra e staff che Fiorentina-Juventus non potrà essere giocata come le precedenti disastrose gare che hanno compromesso la corsa ai vertici della Fiorentina. Una serie di partite inaccettabili, e non tanto per i risultati. Perché in fondo puoi anche non vincere, puoi anche perdere. Il calcio d’altronde è fatto di episodi. Puoi sbagliare gol clamorosi, puoi avere infortuni, e alibi infiniti. Il problema di questo periodo disastroso è stato l’atteggiamento della squadra viola incapace di mettere in difficoltà squadre decisamente inferiori e dando l’idea di non aver dato sempre il cento per cento delle proprie possibilità.

In fondo nessuno a Firenze ha mai chiesto scudetto e coppe alle sue squadre. Ci sono state fiorentine ben peggiori di questa che hanno fatto riempire il Franchi, battere le mani, ed innamorare. Che magari lottavano pure per non andare in Serie B, e con giocatori in rosa dai piedi non certo educati, ma con una fame agonistica e con una voglia di difendere la maglia che si indossa che questa Fiorentina negli ultimi due mesi dovrebbe quasi studiare. Così come nessuno ha mai chiesto alle proprie società campioni e fenomeni. Ma semplicemente passione e dare tutto. Il che non vuol dire fare spese folli o indebitarsi. Anzi. Ma se per settimane è stata solo e soltanto la gestione del mercato di gennaio e la società ad essere messa dalla piazza sul banco degli imputati, lasciando forse qualche alibi di troppo a squadra e allenatore, il messaggio che ha voluto far arrivare alla Fiorentina il tifo è che da qui in avanti nessuna giustificazione è più concessa. Servono gli attributi, il cuore, andare oltre gli errori che la società certamente ha commesso, ma oltre i quali è possibile andare. E non è un caso se si è passati dal “facciamogli un dispetto, andiamo in Champions nonostante il loro progetto” esposto dalla Fiesole a fine Gennaio all’indifferenza con cui si è arrivati a questo Fiorentina-Juventus fino alla chiacchierata avuta da alcuni tifosi con squadra e allenatore.

E ora fuori le palle. Dicevamo. Cosa che forse a questa Fiorentina è sempre un po’ mancata. E non tanto quest’anno, ma da quando si è ripartiti col ciclo Montella quando alla grinta e alla legna è sempre stata preferita la tecnica. Un po’ femmina la Fiorentina lo è sempre stata nel recente passato. Tanto dal fallire spesso l’approccio a partite importanti nell’era Montella, tanto dallo sciogliersi come neve al sole in questa annata sousiana. Certo ai tempi dell’aeroplanino c’era chi poi tirava un urlaccio in mezzo al campo come Pizarro e provava a trascinare la squadra. Adesso chi siano i veri leader di questo spogliatoio, e con leader non si vuole intendere i più seguiti o amati ma coloro in grado di far sterzare il resto del gruppo con autorità ancora non lo si è capito.

Intanto al Franchi si preannuncia una colorata coreografia, con 30 mila persone che saranno chiamati a fronteggiare una giornata tutt’altro che primaverile e a dir poco umida. E’ soprattutto per loro che alla squadra di Paulo Sousa non sarà concesso un altro stacco mentale. Il limite invalicabile è stato raggiunto. E può anche andare male contro una squadra che ha ormai praticamente vinto il suo quinto scudetto di fila, che sugli ultimi 60 punti disponibili ne ha fatti 58, e che valori alla mano è decisamente più forte di questa Fiorentina. Ma battersi e salvare l’onore, conquistare il rispetto, dare tutto, è ciò che Firenze adesso pretende. Non è più un optional. E’ un imperativo. 

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it