E’ già aria di derby: tra ex ed insidie storiche. I tifosi sono pronti, la Viola non può fallire

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Lunedì è passato, ed è già aria di derby. Sarà che la pausa dal campionato si sente particolarmente, sarà per la manciata di chilometri che separa Firenze ed Empoli. Sarà per gli sfottò e le frecciatine che non sono mai mancati tra tifosi e dirigenti. Sarà, anche, per il fatto che l’Empoli di ‘scherzetti’ alla Fiorentina ne ha giocati ben tre su quattro gare, da quando è tornato in Serie A. Per tutto questo la lunga vigilia della gara di domenica al Castellani è già ricca di pepe. Ieri mattina l’Empoli ha diramato in fretta e furia un comunicato, specificando che “non è mai esistito nessun interesse ne tantomeno contatto fra l’Empoli e la Fiorentina, riguardo i giocatori tesserati per l’Empoli. La società trova inopportuno e scorretto che, alla vigilia di una gara così importante ogni volta si torni a parlare di mercato, aggiungendo che, da oggi fino alla gara di domenica, nessun tesserato azzurro risponderà a domande riguardanti il mercato”. Una precisazione arrivata dopo alcune voci – ma niente più – sull’interesse viola per Saponara (fatto ormai risaputo da tempo), così come per José Mauri (di proprietà del Milan).

Con il chiaro intento di voler ‘proteggere’ il gruppo di Martusciello, che già sente molto l’impegno e non vuole avere la minima distrazione. La Fiorentina, nel pomeriggio, ha poi ‘risposto’ in modo diverso: chiamando a raccolta i tifosi viola al Castellani. Gli oltre 3000 biglietti del settore ospiti di Empoli messi a disposizione dei tifosi viola dalla Fiorentina, con sconto di 10 euro per chi possiede l’InViola Card Gold. Una iniziativa lodevole, in un momento particolare anche nel rapporto tra società e tifoseria. Ma l’amore per la maglia resta intatto, ecco perché si conta di avere davvero il pienone di viola domenica al Castellani. Diversamente per quanto successe ad aprile nella gara dello scorso campionato, quando gli ultras della Fiesole rimasero fuori dal Castellani per la protesta per il caro-biglietti e all’interno dello stadio empolese presenziarono circa 800 tifosi gigliati.

Quella gara, il 10 aprile scorso, finì 2-0 per l’Empoli. Già, uno degli ‘scherzetti’ azzurri degli ultimi anni. Il più ‘riuscito’, visto che da quella gara si aprì una falla importante nella Fiorentina ma anche nel rapporto – appunto – tra tifosi e squadra-allenatore-società, tra maglie rifiutate in campo e striscioni appesi allo stadio. L’anno scorso all’andata, invece, fu 2-2, con la squadra allora allenata da Giampaolo avanti 2-0 all’intervallo al Franchi e poi rimontata fino al pareggio (doppietta di Kalinic). Anche quella, per certi versi, fu una svolta della stagione, con Sousa che da lì in poi si affidò soltanto ad un gruppo ristretto di ‘titolari’, centellinando dal campo tutti gli altri (i vari Rossi, Suarez, Kuba). La stagione prima, 2014/2015, al ritorno in Serie A l’Empoli fermò 1-1 la Fiorentina al Franchi, per poi cedere di misura – ma facendo soffrire i viola fino alla fine – 3-2 al Castellani.

Insidie, insomma, ce ne sono, in un derby ‘atipico’ ma comunque sentito. Più da sponda Empoli, ma in ogni caso ricco di tensione (sportiva). A tutto questo, aggiungiamoci le incognite derivanti dagli impegni delle Nazionali. Undici viola in giro per il mondo, Sousa avrà il gruppo al completo solo giovedì. Sette invece gli empolesi in Nazionale, impegnati tutti in Europa. E poi l’incertezza delle gare post-sosta, una costante generale e soprattutto in salsa viola. La scorsa stagione, con Sousa, appena due vittorie in cinque gare post-sosta. Un anno fa di questi tempi, disastroso fu l’approccio proprio nella gara casalinga contro l’Empoli (0-2 il parziale nel primo tempo), così come negativa è stata la prestazione contro l’Atalanta al rientro dalla sosta dello scorso ottobre (con conseguenti fischi dei tifosi).

In più, mettiamoci anche gli ex, che condiranno la sfida del Castellani. Manuel Pasqual ritrova la Fiorentina dopo l’addio estivo. Undici anni e 356 partite in maglia viola, per l’ex capitano, spesso tra i migliori nelle prime 10 gare giocate ad Empoli. E poi Alberto Gilardino. Otto presenze collezionate in azzurro, appena cinque da titolare in dodici giornate di Serie A. Ancora a secco, il Gila, ad Empoli: un dato anomalo, per uno che ha segnato 188 gol in 505 partite in Serie A, 63 reti in 157 gare in maglia viola. Sette, invece, i gol di Gilardino in sedici gare contro la Fiorentina. E occasione ghiotta per un altro possibile ‘scherzetto’, che sarebbe per i viola di poco gusto. Visto che poi, da Salah a Cuadrado, fino a Ljajic, Cerci e Montolivo, sono stati più d’uno i piccoli/grandi ex che hanno colpito la Fiorentina negli ultimi anni.

In tutto questo, però, la Fiorentina non può sbagliare. Non può fallire l’appuntamento. Troppo importanti i tre punti, troppo importante fornire una prestazione convincente, dopo due mesi di alti e bassi e tanti momenti di mediocrità. La crescita prima della sosta era evidente, ma comunque limitata spesso da paure ed incertezze della squadra. Soprattutto a livello mentale, la formazione di Sousa non potrà presentarsi inferiore alla squadra empolese. Saponara, Maccarone e compagni daranno il 110%, sapendo di giocare sulla carta al ‘Davide contro Golia’. Spinti dalla carica dei tifosi azzurri, spinti dalle radici anti-viola di un gruppo storico ormai radicato. E non essere all’altezza dal punto di vista dell’intensità e della carica agonistica, potrebbe limitare fortemente i viola.
Passi falsi che, adesso, non sono ammessi. Il primo di nove test-maturità, fino a Natale. C’è già aria di derby…

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