E ora la ICC. Per capire da che basi si (ri)parte

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Tre partite disputate con Trentino Team, Gyor e Carpi. Due vittorie ed un pareggio. 0 gol subiti, 12 fatti. Il ritiro di Moena si chiude così per la Fiorentina che domani partirà alla volta degli Stati Uniti per affrontare Psg e Benfica nella International Champions Cup. Suggestivo il doppio confronto per la formazione di Sousa che al rientro in Europa affronterà poi il Chelsea a Londra ed il Barcellona a Firenze. Quattro gare nelle quali la Fiorentina potrà capire intanto da che basi si riparte. Le tre amichevoli disputate in Trentino hanno parlato chiaro: 1-Joaquin in forma splendida e ancora in grado di poter fare un’altra annata ad altissimi livelli 2-Rossi in miglioramento ma ancora è presto 3-Borja in crescita 4-Meglio la fase difensiva 5-Squadra più equilibrata 6-Gomez in enormi ed evidenti difficoltà 7-Ilicic in buone condizioni 8-Giovani che scalpitano. In linea di massima i grandi temi sono questi. Ma Psg e Benfica sono un’altra cosa.

Lo sa bene il Milan che un anno fa tornò dalla tournee estiva con scoppole rimediate in ogni dove. Spettro che neanche il più pessimista può prevedere per i prossimi impegni della Fiorentina. Anzi. La fiducia espressa dai vari Pasqual e Paulo Sousa regna sovrana. Fin qui tutti avversari che hanno badato più a difendersi con tutti gli uomini dietro la linea della palla mentre negli States gli scenari saranno ben diversi. Pressing alto, recupero palla sulla trequarti avversaria e arrivo rapido alla conclusione. Altrimenti contropiede. Il fatto suo, il neo tecnico viola, ha dimostrato di saperlo e come. Ora le risposte affidate al campo.

Dei punti sopra citati ciò che spaventa di più è sicuramente il capitolo Mario Gomez. A differenza di quanto fatto dal Dg Rogg e Vincenzo Guerini che ne hanno parlato quasi come se fosse già un ex, Paulo Sousa ed Adv hanno riposto ancora una volta fiducia nel tedesco. Ma anche contro il Carpi è apparso essere solo un lontano parente di quello che era in Germania. Un gol sbagliato da due passi, ed un palo a porta quasi vuota sono il report di un’altra giornata da dimenticare. E se la tournee americana doveva servire alla Fiorentina per mettere in vetrina un calciatore da cedere, il rischio è di svalutarlo ancora. Intanto Pepito scalpita. In venti minuti un assist (quasi due) e tocchi di rara bellezza oltre ad un paio di tentativi non andati a bersaglio. Un anno fa il rientro del fenomeno in Sudamerica coincise con le prime reti di Rossi. Quest’anno le risposte da ricercare sono le medesime: fiducia, e stabilità, oltre ad una condizione da ritrovare in pianta stabile. Nel frattempo Sousa il suo messaggio sull’eventuale partenza di Savic lo ha lanciato: “Come allenatore ho detto alla società che vorrei avere il massimo dell’equilibrio e competitività in ogni reparto…”. Prima mossa da non aziendalista, dunque, anche per lui. Ma se dovesse arrivare Suarez dall’Atletico forse si potrebbe anche sopportare il sacrificio del difensore montenegrino. Il mercato è pronto a decollare. Dall’affare Savic a quello Milinkovic-Savic passando per Gilberto ormai già preso e con in stand by Walace. Sullo sfondo la possibile partenza di Gomez. E’ ancora calcio d’estate, ma sarà in questi giorni che verranno gettate le basi definitive per quello d’inverno. E la ICC servirà per capire da che basi questa Fiorentina ri-parte.