E se provassimo a fare quell’ultimo step…per vincere?

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    Della ValleLa clausola rescissoria è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il rapporto tra Vincenzo Montella e la famiglia Della Valle si era già incrinato almeno da un anno. Quando? Nel momento in cui l’ex tecnico viola iniziò ad manifestare a mezzo stampa una certa insofferenza per quel salto di qualità che la società voleva e la piazza si aspettava, ma che secondo l’ex allenatore gigliato poteva essere fatto solo attraverso un grande mercato. Il Sousa pensiero è stato più o meno lo stesso. Anche se con toni diversi le frecciate alla società non sono mancate da parte dell’allenatore portoghese, che però con il suo metodo di lavoro è riuscito ad arrivare laddove la guida tecnica precedente non era riuscita. E’ presto per fare bilanci definitivi. Ed inutile fare paragoni. Ma c’è un passaggio che torna con veemenza in questo inizio di 2016 che rimanda alle precedenti gestioni: Fare il salto di qualità. O meglio cercare di compiere quell’ultimo gradino utile per crescere ancora ed arrivare laddove la proprietà Della Valle non è mai arrivata, ovvero il successo. Quello vero. Quello che con le loro aziende conoscono molto bene, quello che nel calcio si traduce in trofei. Un ultimo scalino per provare davvero a vincere che non si sa per quale ben preciso motivo poi non è mai del tutto stato fatto. A volte per errori di valutazione, altre perché farlo avrebbe comportato uno splafonamento troppo elevato da sostenere per la realtà che è Firenze. Corrente di pensiero molto in voga anche nel ciclo Prandelli

    E adesso, per i Della Valle, ecco l’occasione per prendersi una doppia, anzi tripla, rivincita. Dimostrare che vincere è possibile, e che la loro intenzione è quella di fare un importante salto di qualità. Che quello che in tanti pensano in realtà non corrisponde alla verità. Che bilanci e fair play si, ma che adesso il cuore può avere anche un pizzico di sopravvento. Che il regalo ai tifosi no, ma bensì il regalo ai Della Valle stessi. Perché chi vince a Firenze rimane nella storia, chi perde ma prova di tutto per vincere anche, forse ancor di più. Un’occasione, insomma, da non farsi sfuggire.

     

    Squadra Cuore

     

     

    Firenze ha chiamato, la Fiorentina ha risposto. E viceversa. Ed un altro piccolo step è fato fatto da Paulo Sousa di Viseu. Dopo l’essere arrivato a Firenze, dopo aver portato la Fiorentina a lottare per il vertice, aver rivalutato la rosa in termini tecnici ed economici, ha dimostrato ieri quanto mai di esser riuscito davvero a  creare quella tanto decantata empatia tra squadra e città. Ed il tifo viola non sarà il top player da 30 reti o il centrocampista dai 10 assist, ma con la sua spinta e la sua fame può contribuire a ridurre di qualche altro piccolo centimetro il gap che con alcune squadre c’è stato, c’è, e ci sarà probabilmente sempre. Quel gap che solo i Della Valle possono contribuire a ridurre ulteriormente in questo mese che si inaugurerà dalla prossima settimana con l’apertura del calcio mercato invernale. Come avevano provato a fare con Gomez e Rossi. Perché forse il tedesco avrà anche accusato la pressione di quei 20 mila che in un pomeriggio di Luglio riempirono il Franchi per accoglierlo, ma sicuramente quello stesso pomeriggio Andrea Della Valle ha goduto come poche altre volte da quando è entrato nel mondo del calcio.

     

    Di step questa Fiorentina ne ha già compiuti molti. Adesso manca l’ultimo, quello definitivo. Quello che solo i Della Valle possono far fare. Senza superare i limiti della follia, ovvio. Ma ugualmente abbattendo (anche di poco) quei muri eretti dalle parole bilanci, fair play etc. Spendere oggi fa meno paura. Perché il patrimonio è ricco e la possibilità di rientrare nei ranghi c’è ed è concreta visto l’interesse di mezzo mondo per i gioielli viola. Sullo sfondo il ricordo di Ficini che ancora trasuda rabbia e scoramento. Lì, come esempio da tramandare ai posteri di ciò che poteva essere e non fu. Lì, come esempio da non ripetere.