Empoli, ultima chance (del 2014) per ritrovare Gomez. E la vittoria al Franchi

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Reazione, bel gioco e striscia positiva (in campionato) che continua. La vittoriosa trasferta di Cesena ha riportato a Firenze una squadra nuovamente in palla dopo lo scivolone (soprattutto di atteggiamento) europeo di pochi giorni fa. Troppo brutti per essere veri, troppo apatici per essere considerati in maniera seria, i quattordici in campo giovedì sera contro la Dinamo Minsk. E risposta c’è stata, dopo la strigliata di Montella che ha avuto il giusto effetto sul gruppo viola. Un Cesena che ha opposto ben poca resistenza di fronte ad una Fiorentina padrona del campo per 90′, ma merito anche alla formazione di Montella in una gara che, sotto il profilo motivazionale e di approccio, era sicuramente nella categoria ‘trappola‘.
Tanti gli spunti positivi, da un centrocampo tornato a girare ad alti livelli alla conferma degli esterni, Joaquin ed Alonso, fino alle reti dei difensori e, finalmente, da palla inattiva. Unica nota negativa, oltre alla ‘papera’ di Neto (“nell’arco di una stagione ci sta un errore così grave del portiere”, ha chiosato Montella), la prestazione di Mario Gomez. Macchiata, in particolare, dall’episodio del minuto 51: Gomez che si invola in solitaria nella metà campo avversaria, ma solo davanti a Leali si ‘incarta’ non riuscendo né a saltare il portiere bianconero, né tantomeno a concludere verso la porta. Segno che, a livello mentale, evidentemente non ha ancora recuperato in pieno. “Il gol è stata una liberazione, mi serviva anche dopo le critiche di inizio stagione”, aveva dichiarato Gomez dopo Cagliari. In crescita a livello fisico, il tedesco numero 33, ma evidentemente la pressione psicologica sul suo conto, la consapevolezza di dover ripagare a suon di gol i 25 mila che lo accolsero al Franchi due estati fa – ed i migliaia di tifosi che continuano a sostenerlo – pesa ancora sulla tenuta mentale, sulla lucidità sotto porta del giocatore. “Mario pagherebbe di tasca sua per segnare… lui più ci pensa e più fa fatica, mi viene in mente un po’ Matri l’anno scorso”, ha commentato ‘l’uomo di campo’ Guerini. Intanto, da salvare, c’è la totale abnegazione nel sacrificarsi per la squadra, nel dare man forte in fase di non possesso e sulle palle inattive difensive. Contro la Juve annullò praticamente le geometrie di Pirlo, domenica a Cesena tante volte è stato il primo difensore viola. Con i tifosi gigliati che anche al Manuzzi hanno sostenuto il tedesco con cori nei momenti chiave della sfida.
Ma Gomez, per la Fiorentina, deve essere soprattutto finalizzatore e uomo gol. Per una squadra che fa ancora fatica a segnare con i suoi attaccanti – per un reparto tra l’altro numericamente ridotto all’osso –, e che ha bisogno delle reti, della presenza sotto porta dell’ex Bayern per concretizzare la rincorsa al terzo posto. E restare a secco anche nel derby contro l’Empoli, contro una squadra che dietro ha spesso marcature piuttosto ‘larghe’ (dopo non aver segnato contro la seconda peggior difesa della Serie A), potrebbe essere un altro macigno non facile da assorbire durante la sosta di Natale. Soprattutto se, davanti al portiere, Gomez dovesse fallire altre clamorose occasioni come a Cesena o a Cagliari. “Sul gol a Cagliari ho pensato a Tomasson, mio compagno allo Stoccarda”, disse Gomez due settimane fa. ‘Chissà a chi si è ispirato a Cesena’, si è chiesto qualcuno dopo l’uno contro uno fallito con il giovane Leali.

Tornando all’Empoli, domenica prossima la Fiorentina è attesa ad una gara cruciale per alimentare un filotto importante (4 risultati utili consecutivi al rientro dalla sosta) tuttora in corso in campionato. “Ci siamo tolti lo smoking, il nostro campionato è iniziato dopo il Napoli”, ha sentenziato Pizarro dopo la vittoria del Manuzzi. Di fatto, negli ultimi quattro turni dopo la sosta, la Fiorentina ha fatto più punti di tutti (10 su 12, insieme alla Roma), ‘rosicchiando’ tre punti a Lazio, Genoa e Milan, quattro alla Sampdoria e sette al Napoli, e superando (e distanziando) nel frattempo Udinese ed Inter.
Ci vorrà la stessa determinazione, lo stesso approccio di Cesena, domenica contro l’Empoli. Squadra che ha tutt’altra quadratura rispetto alla formazione di Di Carlo, quella azzurra di Sarri, che gioca un calcio arioso, dinamico e veloce ma concede allo stesso tempo diverse occasioni agli avversari. Domenica, però, ci sarà soprattutto da ritrovare la vittoria al Franchi, per la squadra di Montella. Di fatto, nell’attuale filotto positivo tutti gli exploit sono stati fatti in trasferta, mentre in casa è arrivato lo 0-0 con la Juve (e nel mezzo la debacle contro i bielorussi). In attesa di risposte anche tra le mura amiche, dunque, la Fiorentina e soprattutto i tifosi del Franchi, che vogliono tornare a gioire in viale Fanti a fronte di un cammino esterno che continua a macinare record.
Nel 2014, conti alla mano, il bilancio totale nelle gare casalinghe è a dir poco negativo: su 26 gare disputate nell’anno solare al Franchi, solo 10 le vittorie (6 successi su 18 gare in campionato, un terzo esatto). Troppo poco, evidentemente, per chi vuole ambire ad un posto in Champions.
Domenica nel derby contro l’Empoli praticamente obbligatorio ritrovare il segno 1 in schedina. La rincorza al terzo posto passa soprattutto da qui.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it