Enrico Chiesa: “Federico ha sempre avuto la passione per il calcio e questo è stato importante nella sua crescita”

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Enrico Chiesa, padre e agente di Federico, ha parlato del rapporto padri-figli nel mondo del calcio a RMC Sport:

Quando Federico le ha detto che avrebbe voluto fare il calciatore, ha avuto qualche preoccupazione? “Nessuna, l’importante è che si diverta. Che sia calcio o un altra disciplina poco importa, bisogna fare sport per stare insieme, comunicare con gli altri e non chiudersi, senza ovviamente perdere di vista lo studio. Se Federico avesse scelto un altro sport, non gli avrei detto niente. Lui ha sempre avuto la passione per il calcio e questo è stato importante nella sua crescita”.

Un commento sulla sua attività di responsabile del Centro Tecnico Federale di Firenze? “Io ci metto passione, sono soddisfatto nel vedere crescere i bambini. Abbiamo a che fare con tanti ragazzi, lavoriamo a 360° con le famiglie. Facciamo tanti incontri con i genitori nei quali non parliamo solo di tecnica e tattica, ma cerchiamo di fargli capire l’importanza delle regole, dei comportamenti e dello studio. Non vogliamo costringere i ragazzi a fare calcio, no, noi vogliamo aiutarli nel loro percorso di crescita. Ci sono tante difficoltà, perché molti genitori quando parlano dei propri figli guardano solo da una parte”.

Avete anche delle ragazze nel Centro Tecnico Federale? “Abbiamo 20 ragazze, hanno uno spirito incredibile. La competizione tra ragazzo e ragazza permette a tutti di crescere più velocemente, il confronto è fondamentale. Anche culturalmente si cresce. A 13-14 anni la difficoltà è che i ragazzi crescono di mese in mese, bisogna percepire il loro cambiamento fisico e di testa”.

Sui risultati… “Non si diventa giocatori a 14 anni, ma dopo un lungo processo di crescita e ognuno ha il suo. Fino a una certa età bisogna divertirsi. Se uno gioca a pallone e non arriva a fare il calciatore pensa di aver fallito, ma la vita è piena di fallimenti, la cosa importante è crescere e ripartire da questi”.