Entusiasmo e voglia di sognare: la missione (im)possibile della Fiorentina

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Mancanza di risultati, gioco che latita e condizione psico-fisica non ottimale: in queste condizioni la Fiorentina si appresta ad affrontare tre gare in appena sette giorni. La visita di giovedì scorso di Andrea Della Valle doveva avere l’obiettivo di scuotere l’ambiente e di far sentire la proprietà presente. Avremo la riprova già domani dell’effetto sortito. C’è però un altro aspetto delle ultime settimane che va rilevato: la mancanza di entusiasmo da parte della tifoseria. Segno tangibile di questo lo si è avuto mercoledì scorso con l’allenamento a porte aperte: poco più di duecento le presenze. Nelle altre occasioni si registrarono ben altri numeri. Inutile nasconderlo, il mercato e la vittoria che manca in campionato dal 21 febbraio hanno fatto in modo che sia venuta meno la voglia di sognare. Non c’è cosa peggiore per un tifoso. Questa forse è l’operazione più difficile che la proprietà si troverà ad affrontare nei prossimi mesi.

C’è da ridare vigore ed entusiasmo ad una tifoseria che vive ventiquattro ore su ventiquattro di Fiorentina. L’apatia attecchisce nel tifoso quando la mancanza di chiarezza per il futuro la fa da padrona. Troppi gli argomenti da chiarire: giocatori che rimangono o no, tecnico, dirigenti più o meno esautorati. Ci auguriamo che tutto si chiarisca quanto prima. In tutto questo, la prevendita dei biglietti, per una sfida determinante alla rincorsa del quarto posto, contro il Sassuolo è stata fiacca. Non ci meraviglieremmo se anche molti abbonati, viste le buone previsioni del tempo, optassero per una gita fuori porta piuttosto che venire allo stadio.

Ovvio che chi sarà presenti sugli spalti sosterranno la squadra per tutta la gara, poi al triplice fischio si vedrà. Il risultato sarà quanto mai determinante. Soprattutto per la classifica ma poi dopo tre giorni (mercoledì sera, ndr) si va ad Udine, trasferta lunga, e il trittico si chiuderà domenica sera contro la Juventus. La sfida contro i bianconeri non è mai una gara come le altre ma anche qui, la prevendita ha un andamento lento. Questo sì che non è un bel segnale. Questa è sempre stata una partita che ha richiamato un grande pubblico al Franchi e se, tra una settimana, non dovesse esserci grande affluenza sarebbe un ulteriore segnale che un qualcosa si sia rotto tra la Fiorentina e i suoi tifosi. Adesso però c’è da fare un passo alla volta, i viola sono chiamati a vincere contro la squadra di Di Francesco, poi verrà affrontato il discorso relativo all’Udinese e sullo sfondo la Juventus. Vincere aiuta a vincere, appianando malumori e distanze. 

Autore: Lorenzo Matteucci, Fiorentina.it