Esportare il marchio e mettere radici in tutto il mondo. Ecco il progetto Fiorentina

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L’accordo di ieri tra il Pune Fc e David Trezeguet ha riportato in auge in casa viola una partnership di cui si è parlato molto nei giorni scorsi. Il club indiano, che parteciperà alla neonata Indian Super League, potrebbe anche diventare di qui a breve la seconda squadra dei tifosi della Fiorentina. A qualcuno non interesserà minimamente la cosa, altri si appassioneranno a questa squadra di un calcio lontano, che ha diversi punti di contatto con la Fiorentina. La rosa l’hanno allestita Pradè e Macia, gli investitori sono i Della Valle e gran parte della società si è adoperata per trasferire conoscenze e supporto ai collaboratori in India. Il viola, inoltre, accomuna la maglia delle due squadre. Non è da escludere che il Pune Fc arrivi a Firenze per il ritiro estivo, capitanato proprio da David Trezeguet, il top player (è possibile tesserarne solo uno) che ha contribuito ancora di più ad accendere le luci dei riflettori su questo progetto.

 

Progetto, appunto, è bene usare questa parola, perché anche i dirigenti viola sanno bene che (per ora) il calcio indiano è indietro anni luce rispetto a quello europeo. Ma lo sbarco in India della Fiorentina (ha già aderito da tempo anche l’Atletico Madrid, così come il Feyenoord) deve ovviamente essere analizzato in un’ottica imprenditoriale, visto che l’India è il secondo paese più popolato al mondo (1.175.000.000 abitanti) ed è in forte via di sviluppo. L’obiettivo imprenditoriale è ovviamente parallelo a quello calcistico, ma per questo secondo aspetto il primo anno sarà assolutamente di studio per tutti: dai dirigenti viola, a Colomba in panchina a tutti i giocatori che scenderanno in campo.

 

E lo sbarco in India è solo l’ultimo di una lunga serie. La Fiorentina, intesa come società, ha messo radici in diversi paesi. Partiamo dalla Cina, dove Sandro Mencucci è già stato nei mesi scorsi. Il calcio cinese non è sottosviluppato come quello indiano, ma i talenti si contano forse sulle dita una mano. La Fiorentina ha però l’ambizione di lavorare con i giovani (particolarmente competitivi in diverse discipline sportive) ed il modello Fiorentina è già stato presentato. Nei prossimi mesi sono attese novità anche da questo punto di vista. Dalla Cina alla Svizzera, perché la Fiorentina è piombata anche ad Ascona nel Canton Ticino. Il principio è lo stesso, lavorare con i giovani alla maniera della società gigliata. Per sancire il progetto quinquennale, lo scorso aprile, si è mosso il Presidente Cognigni in persona. E poi la California, che prosegue questo ideale giro del mondo. La Fiorentina è già arrivata fin laggiù dal 2009, scelta dalla NorCal Soccer Clubs come partner per far crescere i giovani talenti americani. Da quest’anno il progetto prenderà ancora più vigore, con l’ex Team Manager Roberto Ripa che si occuperà del progetto a tempo pieno. Infine, si sta lavorando per altre partnership interessanti. Prima fra tutte quella con l’Ofk Belgrado, che potrebbe portare presto a Firenze qualche giovane talento serbo.

 

Tutti questi progetti, insieme ovviamente alla Tournée in Sudamerica che la Fiorentina sta svolgendo proprio in questi giorni, sono volti ad un’internazionalizzazione ed esportazione del marchio. Come ha ripetuto pochi giorni fa il Direttore Tecnico Eduardo Macia, la Fiorentina non dov’essere solo l’espressione calcistica della città di Firenze. Dev’essere di più. Dev’essere un modello di lavoro da esportare nel mondo.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it