Europa League, Fiorentina qualificata: grazie a Manuel Pasqual

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    gol pasqual paokLa Fiorentina si complica la vita in Europa e poi riemerge concentrando la propria rabbia nel sinistro di Pasqual, che riacciuffa la partita quando i rimpianti cominciavano a volteggiare cupi, come i conti in classifica: viola invece già qualificati per la fase a scontri diretti di febbraio, anche se per il primo posto nel girone sarà decisiva la prossima partita esterna contro il Guingamp, a suo tempo ribattezzato a Firenze Forrest Gump, ma ora avversario da tenere in considerazione per conquistare il primato (e un buon sorteggio per il futuro). Fin dal primo tempo quella viola sembra quasi una missione umanitaria, l’obiettivo dichiarato è far segnare Gomez: ci provano un po’ tutti, in particolare Vargas e Cuadrado che gli offrono gli assist migliori. In realtà Mario svolazza quasi dappertutto, ma per poco di testa o di piede non si trova mai nel punto giusto e anche quando la Fiorentina è sotto non spiazza Glycos. Centimetri o attimi. La Fiorentina non gioca male, considerando che il Paok è primo nel campionato greco e i quasi duemila, rumorosissimi tifosi che l’hanno seguito sono convinti che possa vincere per ristabilire le distanze con la squadra italiana, decima in campionato e si suppone piena di problemi. Succede il contrario, considerate le occasioni da gol che di gran lunga superano l’unico brivido per il tiro fuori di Pereyra. Montella sceglie una linea d’attacco a tre con Cuadrado e Vargas larghi a sostenere Gomez. Dietro Pizarro fa girare la squadra, che come spesso succede ha il difetto di non aggiustare la mira quando serve, cioè spesso nei primi 45 minuti. Tatarusanu resta spettatore anche nel secondo tempo, quando Montella passa al 3-5-2 offrendo a Marin l’opportunità di mettere in vetrina numeri che accendono la speranza dello stadio: il piccoletto ci sa fare, eccome, e sarà confortante poterne usare i neuroni anche in campionato. La Fiorentina protesta per due presunti falli da rigore (uno su Kurtic e l’altro più netto su Gomez) e a 10 minuti dalla fine subisce a sorpresa il gol di Martens, solissimo di fronte a Tatarusanu. E’ finita? No, l’orgoglio si nasconde nel sinistro del capitano. E’ un buon posto per conquistare la qualificazione.