Europa League, la cavalcata della Fiorentina

di Giansandro Mosti - Qs La Nazione

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Il quinto posto della Fiorentina, al termine dello scorso campionato,  piuttosto deludente dopo l’ottimo girone di andata in cui più volte la squadra di Paulo Sousa era stata al comando della classifica, le aveva tuttavia consentito di accedere per il quarto anno consecutivo all’Europa League. Il sorteggio dello scorso 26 agosto a Nyon aveva inserito la Fiorentina in un girone non difficile, con il Paok di Salonicco, i cechi dello Slovan Liberec e gli azeri del Qarabag.

Nel primo incontro del girone subito la trasferta in casa della squadra greca, sulla carta l’avversaria più pericolosa. La gara si concludeva sullo 0-0, un risultato che poteva fare comodo a entrambe. Ma nella seconda partita la Fiorentina metteva in chiaro la sua superiorità, travolgendo per 5-1, al «Franchi», il Qarabag. Per gran parte del primo tempo la squadra viola non riusciva a esprimersi, ma poi agevolata dall’espulsione di un giocatore avversario, prima dell’intervallo segnava tre gol uno dopo l’altro, due con Babacar e uno con Kalinic. Quindi una doppietta di Zarate, nella ripresa, a sigillare il risultato.

Un altro grosso passo avanti è stato fatto nel doppio impegno successivo, mettendo due volte al tappeto lo Slovan Liberec. Prima il 3- 1 nella Repubblica Ceca, grazie a una doppietta di Kalinic nel primo tempo. E, dopo il gol di Sevcik che riapriva la partita, la rete definitiva di Babacar. Quindi, contro la stessa squadra, il 3-0, al «Franchi».

Risultato sbloccato nel primo tempo da un rigore di Ilicic e rafforzato da un gol di Kalinic. E ulteriormente arrotondato nella ripresa dall’unica rete in viola di Cristoforo. Ma quando tutto sembrava andare per il meglio ecco l’inaspettata battuta di arresto casalinga nel ritorno con il PAOK, la gara che avrebbe dovuto dare ai viola la certezza della qualificazione con il primo posto nel girone. Inizio da incubo con la Fiorentina presto in svantaggio sullo 0-2, per i gol greci di Shakov e Djalma Campos. Riduceva il distacco Bernardeschi alla mezzora. E all’inizio della ripresa, ecco il pareggio di Babacar. Quando la gara sembrava ormai raddrizzata, la Fiorentina si scopriva per cercare la vittoria e all’ultimo minuto subiva in contropiede il gol della sconfitta di Rodrigues. Tuttavia i viola sono riusciti a rimediare nell’ultima gara del girone, espugnando il campo del Qarabag. Un 2-1 grazie a un gran tiro dalla distanza di Vecino e al primo gol in viola di Federico Chiesa. Così la Fiorentina si è classificata prima nel girone, precedendo il PAOK. Il sorteggio dei sedicesimi, non proprio fortunato, ha messo di fronte ai viola i tedeschi del Borussia di Mönchengladbach. Nella gara di andata è arrivata una vittoria in trasferta per 1-0, grazie a una spettacolare punizione di Bernardeschi. Un successo prezioso perché consente alla Fiorentina di affrontare la gara di ritorno, stasera alle 21,05 al «Franchi», potendo contare su due risultati su tre per accedere agli ottavi di finale.

La speranza di tutti i tifosi è che la squadra approcci la partita con la mentalità giusta: aggressiva ma al tempo stesso riflessiva. C’è il vantaggio dell’andata da custodire gelosamente, ed è prevedibile che il Borussia all’inizio faccia la partita per tentare di azzerare subito il gol di svantaggio. Sarà in questi frangenti che i viola dovranno usare la testa, amministrando il pallone senza fretta.
Certo che l’Europa league sta condionando il cammino viola in campionato. Una Fiorentina stanca dall’impegno europeo in Germania, un trasferta non facile da assorbire con alta intensità a livello di ritmo in campo. È una chiave di lettura fatta dopo il ko viola a Milano, analisi che Sousa ha tenuto a smentire nel post gara di Milano. Niente affaticamento fisico, secondo il portoghese, poche ripercussioni sulle gambe per la prestazione di Milano. Visto che la Fiorentina ha di fatto spinto fino al 95’ minuto, costringendo il Milan nella propria trequarti fino alla fine.

La Fiorentina ha corso più del Milan (oltre 107 km), in linea con la sua media stagionale. Con Sousa che ha anche cambiato quattro giocatori rispetto alla gara di Monchengladbach. Quanto peso ha, in generale, l’impegno di Europa League sul percorso in campionato della Fiorentina? I viola, dopo le coppe europee, hanno giocato 7 partite, vincendone solo 3, pareggiandone 1 e perdendone 3. Un totale in 10 punti in 7 gare, media di 1,42 punti a gara. Uno score inferiore al trend generale in campionato, dove la Fiorentina ha raccolto 40 punti in 25 gare (media di 1,6 a partita), mentre nelle gare non seguenti alle coppe europee i viola hanno raccolto 30 punti in 17 partite, per una media di 1,66 a gara.