Europa League, l’altro ‘vero’ obiettivo. E altri nuovi acquisti da scoprire

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Doveva essere il primo test, la prima vera prova generale del lungo tour de force che vedrà la Fiorentina impegnata ogni tre giorni fino ad inizio ottobre. Invece i 28′ del Ferraris rimandano molti discorsi a giovedì sera. Quando la squadra di Sousa sarà impegnata a Salonicco contro il Paok. Anche se, in realtà, qualche spunto la mezz’ora scarsa di Genova l’ha dato. Come l’approccio soft della squadra viola a livello mentale, o la sofferenza contro una squadra molto fisica come quella rossoblu, oppure ancora la conferma di come questo modo di giocare, in attesa che tutti gli effettivi entrino in forma, lasci la ‘povera’ prima punta (Kalinic) sola soletta in balia dei centrali avversari, spesso senza il sostegno da vicino dei compagni.

Mezze analisi che effettivamente lasciano un po’ il tempo che trovano, visto che si tratta di appena un terzo di gara giocata a Genova. Ma tant’è, giovedì si torna in campo. Prima gara in Europa League, competizione che sarà approcciata in modo diverso a livello di preparazione e di gestione, rispetto all’anno scorso. Così assicura Sousa, che proprio nel gestire l’impegno del girone europeo ha trovato qualche difficoltà di troppo nella scorsa stagione (anche quando la squadra andava a mille in campionato). Quindi subito concentrati, vietato fallire il primo appuntamento. Così assicurano dal gruppo viola, poi la riprova la dovrà dare – come sempre – il campo. Anche perché, l’Europa, appunto, è uno dei grandi obiettivi stagionali della Fiorentina. “Vogliamo arrivare a vincere qualcosa”, ha esordito Corvino al suo ritorno a Firenze. Chiaro che il riferimento primario era alle due coppe, e iniziare bene potrebbe dare fiducia a tutto l’ambiente. Certo pensare adesso al 24 maggio 2017, a Stoccolma, pare più che utopistico, con i tanti punti interrogativi che aleggiano sulla squadra di Sousa. Ma chissà che passo dopo passo la Fiorentina non possa ritrovare la sua dimensione europea.

Dicevamo, tornando al presente e al concreto, dei punti interrogativi del gruppo viola. C’è curiosità, da parte di tutti, di vedere all’opera i nuovi acquisti del mercato. Tanti nomi poco conosciuti, ai quali solo il campo potrà dare definizione. Sousa sta dando fiducia in queste prime gare ad alcuni volti nuovi, su tutti Sanchez che ha preso un ruolo importante in squadra. Ma anche Milic e Maxi Olivera, a sinistra, sono già stati buttati nella mischia. A Salonicco sarà il turno di altre novità. In mezzo potrebbe trovare minutaggio Cristoforo, una sorta di ‘uomo di coppa’, visto che con il Siviglia ha vinto tre volte di fila il torneo (seppur solo l’ultimo da protagonista). Così come a sinistra si attendono conferme proprio da Milic o Olivera (del resto, il dopo-Alonso se lo giocano loro). Dietro, invece, scalpitano Salcedo e De Maio. Due giocatori ‘aggressivi’, sulla scia del partito Roncaglia. Uno che Sousa ha rimpianto pubblicamente.

Insomma, sono attese altre novità. Un turnover non esagerato, visto che poi a Genova la squadra ha giocato solo mezz’ora. Ma qualche cambiamento ci sarà. Se lo aspetta ad esempio Bernardeschi, in panchina al Ferraris. Lui che in Europa ha trovato 6 gol in 10 partite, non male come media rispetto ai 3 gol in 43 gare in campo italiano in maglia viola. Così come sperano in una maglia anche Lezzerini e Chiesa (magari a gara in corso). E davanti, occhi puntati su Babacar. “Si sta allenando come mai ha fatto prima”, ha detto di lui Sousa. Volti nuovi e pianticelle in cerca di riscatto o conferme. È partita la marcia verso l’Europa.