Farina: “Calcioscommesse non va sottovalutato. In Inghilterra ci sono corsi anche per i genitori”

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    farinaParla così Simone Farina, calciatore del Gubbio ai tempi del calcioscommesse ed oggi nello staff tecnico dell’Aston Villa e consigliere del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC alla Gazzetta Dello Sport: In Italia qualcuno sostiene che il calcioscommesse è una invenzione delle Procure, nel migliore dei casi si tratta di pochi sfigati. «Magari fosse così, purtroppo è un fenomeno internazionale. Pericolosissimo. Sottovalutarlo è un errore mortale: va affrontato e messo in un angolo. Facendo prevenzione, spiegando ai calciatori i rischi. Fanno parte di un sistema da proteggere e devono essere da esempio ai giovani. L’etica sportiva non è un concetto astratto. A scuola dovrebbe esserci più spazio per lo sport. E meno burocrazia per chi costruisce nuovi impianti. I club devono pensare agli stadi come un investimento. La Juve è l’esempio. Come il Cagliari in B. Agli allenatori spetta indicare la giusta via: smetterla, per dire, con gli attacchi agli arbitri. Le botte per un rigore non visto sono un atto criminale. E vogliamo parlare dei genitori? In Inghilterra ci sono corsi di comportamento per loro…». A giugno l’Europeo: chi sarà il simbolo dell’Italia? «Verratti. E aggiungo: la B è spesso palestra ideale per costruire campioni. Vedi Insigne, Florenzi, Bernardeschi. I club di A farebbero bene a guardare lì piuttosto che all’estero. Lo stesso vale per i tecnici: Sarri e Giampaolo gli esempi». Il più grande dei suoi 3 figli ha 7 anni. Gli ha spiegato perché il papà ha smesso di giocare?  «No. Un giorno non lontano mi toccherà parlargli. Gli dirò che nella vita ci sono delle cose che passano e altre che restano. La differenza tra una scelta giusta e una sbagliata credo sia tutta qui».