Fattori esalta le Women’s: “Siamo una macchina da guerra”

di Andrea Pratellesi - La Nazione

4



ANCORA una volta è una lunga sosta dedicata alle nazionali a spezzare il ritmo della Fiorentina Women’s. Ma a questo giro all’orizzonte c’è una partita che potrebbe essere decisiva per lo scudetto: alla ripresa del campionato ci sarà la trasferta contro il Mozzanica, forse l’unica squadra ad aver veramente messo in difficoltà la Fiorentina, perdendo solo 1-0 all’andata al ‘Bozzi’, e Fattori e Cincotta dovranno prepararla senza ben sette giocatrici. Poi rimarrà solo lo scontro diretto esterno con l’inseguitrice Brescia, attualmente distante però ben sei punti.

«STIAMO facendo molto bene – conferma mister Sauro Fattori ai microfoni di Sportitalia – ma dobbiamo proseguire così. Il Brescia è una squadra forte e noi non possiamo perdere la continuità, ma nella nostra rosa abbiamo un livello tecnico molto alto, siamo una macchina da guerra e i numeri lo dimostrano». Numeri che proiettano la Fiorentina verso lo scudetto, e Fattori, pur non pronunciando questa parola, ammette per la prima volta che il traguardo non è così lontano: «Siamo legatissimi alla società per la fiducia che ci ha dato – confida – e vogliamo renderla orgogliosa: credo che alla fine riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo». Nel mirino però c’è anche la Coppa Italia: mercoledì la Fiorentina ha passato il secondo turno, ma negli occhi dei pochi spettatori del ‘ Bozzi’ (fortunatamente entrati gratis) c’è ancora il triste spettacolo di un Oristano che, impossibilitato a presentarsi con tutta la squadra di mercoledì per problemi di lavoro delle giocatrici (tutte ovviamente dilettanti), ha cominciato la partita in sette per evitare multe e penalizzazioni, rimanendo poi in sei dopo 25 minuti, sul 5-0, per un infortunio evidentemente ‘diplomatico’ che ha costretto l’arbitro a interrompere la partita per insufficienza di giocatrici in campo.

«LA PROGRAMMAZIONE della Coppa Italia mette in grande difficoltà certe squadre – spiega Fattori – e quindi capisco l’Oristano: sono venute in sette con grande sacrificio, e venti ore di viaggio fra andata e ritorno, ma così diventa umiliante per tutti, anche per noi. Sono le difficoltà ataviche del calcio femminile e la federazione secondo me dovrebbe rivedere le regole».