Federico Chiesa, il Principe di Firenze

di Angelo Giorgetti - Qs La Nazione

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Appuntamento in piazza Signoria vicino al David di Michelangelo, non esattamente una statua qualsiasi, occhio ai paragoni e anche ai turisti che in pochi secondi scovano il giovane campione travestito da ragazzino, o viceversa, impossibile nascondersi perché la lingua del calcio è universale: raffica di selfie con Federico Chiesa, struscio sotto gli Uffizi e blitz sotto il Ponte Vecchio prima della visita alla «Nazione».

Un’ora e mezzo insieme alla futura bandiera della Fiorentina, un calciatore che – senza offesa per gli altri i calciatori – sembra essere molto di più. Un predestinato? Chiesa sguaina il sorriso da diciannovenne: «Predestinato non so, credo solo nel lavoro e nell’impegno di tutti i giorni. So che sono migliorato e che dovrò migliorare ancora tantissimo».
Per Astori lei è il giocatore di cui, più di ogni altro, la Fiorentina avverte la mancanza quando non c’è. Un grande complimento.
«In effetti sì e lo ringrazio… Astori è un leader, le sue parole mi hanno colpito. Io ho cercato di allenarmi sempre bene, rubando calcisticamente tutto quello che potevo ai miei compagni».
Secondo Sousa lei diventerà la bandiera e il capitano della Fiorentina.
«Certo che mi piacerebbe essere per Firenze quello che è stato Totti per la Roma… Ma come ho detto prima credo nel lavoro quotidiano, non ha senso parlare di un futuro lontano. E se per un calciatore conta tantissimo la testa, io mi sono sentito un professionista anche quando giocavo nelle giovanili. Dalla scorsa estate sono cambiate le aspettative nei miei confronti, sono diventato titolare in una squadra importante e, se prima quando mi svegliavo mi sembrava di essere in un sogno, ora penso solo ad allenarni bene perché so quanto conti il lavoro».
Un suo ex compagno delle giovanili ha rivelato che già a 15 anni lei si comportava da professionista: insomma, era incorruttibile e anche un po’ noioso…
(ride) «Ah sì, e chi era? In effetti credo che nel nostro lavoro conti molto la disciplina, siamo atleti e dobbiamo aver cura del nostro fisico. Io per carattere sono molto attento ai particolari, ai dettagli, credo che possano fare la differenza».
E’ vero che studia continuamente i filmati degli attaccanti esterni più forti?
«E’ vero che cerco di imparare da tutti. Quando giocavo nella Primavera mi facevano vedere le azioni di Robben e Ribery, non proprio due a caso… Diciamo che ho ampliato lo studio, a casa mi concentro sui movimenti e le intuizioni di tanti altri campioni».
Cosa è stato Sousa per lei?
«Gli sarò sempre grato per il coraggio con cui si è esposto nei miei confronti. Lo considero un genio, ma ovviamente sono di parte. Le sue parole mi hanno aiutato fin da subito a credere di più nelle mie possibilità».
C’è stato un momento preciso in cui ha capito che avrebbe fatto davvero il calciatore nella vita? Una partita, un gol, un episodio particolare dopo il quale si è detto: Federico, ce la puoi fare.
«Beh sì, una sensazione che non dimenticherò mai».
Indoviniamo: il gol segnato in Primavera contro la Juve, il 4-1 con la palla nel sette dopo quaranta metri di corsa.
«Esattamente quello, ma c’è un motivo».
Quale?
«Due giorni prima avevo giocato con la prima squadra a San Siro contro l’Inter, ritornammo alle due di notte e la mattina dopo in treno partii per Torino con la Primavera. E lì giocai al 120 per cento, come sempre, magari qualcuno credeva che avrei potuto tirarmela… E invece no, credo di aver dimostrato umiltà e grande rispetto nei confronti del gruppo, oltreché di me stesso. Qualcuno forse è rimasto sorpreso, per me è stato tutto naturale».
E dopo il 4-1 capì che avrebbe fatto davvero il calciatore.
«Una sensazione strana: tutti quegli abbracci dei compagni, la gioia di aver segnato una bella rete, la contentezza perché avevo dimostrato di essere rimasto sempre me stesso, di non essermi montato dopo aver lasciato la Primavera. Contano sempre la testa. la forza di volontà, il rapporto di fiducia e rispetto che hai con le persone».
Altri suoi compagni nelle giovanili magari avevano talento e si sono persi per strada.
«Vero, ho visto ragazzi che hanno sprecato doti mostruose. Non erano pronti, non avevano la concentrazione che serviva».
E’ dura la vita del calciatore?
«Non so, ho appena cominciato».
Un’idea se la sarà fatta.
«E’ un mondo particolare, per fortuna ho potuto sempre contare sui consigli di mio padre. Lui mi aiutato nel comportamento, non è mai entrato nelle questioni tecniche: per quelle, mi ha sempre detto, c’è l’allenatore. Anche mia mamma è stata molto decisa in questo senso».
Che tipi sono i calciatori?
«Eh, qualcuno ha manìe di protagonismo. Testa, ci vuole testa».
Lei non sembra un tipo da tatuaggi.
«Io? Per carità, E’ una moda che non mi piace, nel mondo del calcio è diffusissima… Con questo, voglio essere chiaro: a me non piacciono i tatuaggi, ma rispetto chi se li fa. Penso a Berna, che ne ha tanti, e mi ha spiegato che ogni disegno per lui ha un significato speciale».
Lei ha un’altra particolarità: è senza procuratore.
«E’ vero, mi ha accompagnato mio babbo quando ho rinnovato il contratto».
Una scelta definitiva?
«Abbiamo preferito fare tutto in famiglia, anche in segno di rispetto per la società. Quando ho firmato l’ultimo rinnovo in pratica non c’è stata trattativa, hanno offerto una cifra e a me è andata bene. Poi per la storia del procuratore, in futuro vedremo».
Il giovane Chiesa un giorno vorrebbe giocare come chi?
«Kakà per me è stato la sintesi di tecnica e potenza, un trequartista inarrivabile. Come esterno mi viene in mente Di Maria. Con il lavoro e l’impegno vorrei arrivare a vincere i loro trofei».
Mica male.
«Credo nella forza di volontà. Per quanto riguarda il ruolo, ho sempre giocato da esterno, anche se contro il Torino ho fatto un po’ anche il trequartista: una posizione da cui si arriva meglio al tiro, ma bisogna saperci stare lì in mezzo»
Suo babbo le ha mai detto che può diventare più forte di lui?
«Eh, dovrei segnare più di 140 reti in serie A. Me ne mancano solo 138…».
Sia serio.
«Gli sono grato perché ha sempre cercato di insegnarmi il giusto comportamento, non parliamo molto di calcio a livello tecnico. Anzi, semmai è lui che mi chiede qualche informazione sui metodi degli allenatori, perché dopo le giovanili spera di avere una possibilità con una prima squadra».
Se gioca con la playstation, sarà un appassionato di Fifa: c’è anche il giovane Chiesa fra i calciatori emergenti.
«Sì sì, lo so. Fino all’anno scorso giocavo facendo finta di essere Tello, ora posso prendere me stesso. Anche se sono ancora indietro, dovrò migliorare anche a Fifa. Ma con l’impegno ce la potrò fare».

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Gian Aldo Traversi
Ospite
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Naturalmente nei post precedenti in cui critico i colleghi che eccedono negli elogi di Chiesino, non mi riferivo a Giorgetti. Anzi, mi scuso pubblicamente con Angelo (l’ho già fatto en privé). Che, Beha a parte, ritengo il miglior giornalista sportivo fiorentino (oltre che straordinaria persona), con un’eleganza di penna e una freschezza di inventiva che mi ricordano il maestro Giampiero Masieri. I fatto è che nei giornali spesso dobbiamo attaccare l’asino dove ci dice il padrone.

Bender
Ospite
Member

Ma le idiozie che scrivi le spieghi anche?

Gian Aldo Traversi
Ospite
Member

Kargost, la battuta è simpatica e copiata dal sottoscritto. Che a sua volta l’ha riciclata. Ma oltre a far l’asino (in senso bolognese, cioè della spiritosaggine) resti mestamente attaccato alla genia degli scemi sostanzialmente inutili. Cioè, i minus habentes che per far gli asini perdono l’occasione di leggere e capire almeno un po’ del mondo che hanno la sventura di trasformare in una grande sentina. Kargost, Cappon Gonzalo, Vargas difensore, il primo Alonso, l’attuale Olivera, il Tomovich dei momenti topici: mostri di inettitudine e di scempiaggine nei rispettivi campi di intervento allo stato brado.

Kargost
Ospite
Member

Il paziente delira! Spostare immediatamente all’Arkham Asylum! Infermieraaaaaa!

Gaesill
Ospite
Member

Forza Federico II, insiene all’altro Federico sarete la nostra bandiera. E FORZA DELLA VALLE! Non vi curate della minoranza dei tifosi, perchè in ogni campo le minoranze sono quelle che fanno casini. La maggioranza dei veri tifosi non scende nelle piazze ed è con voi e vi sarà riconoscente in eterno per quello che avete fatto per la Società. Gli anni cosl così capitano a tutti. Tranne la Juve, tutte le altre società hanno avuto periodi bui, Milan, Inter, Lazio, Roma,Napoli, e per tanti anni non hanno visto l’Europa. Noi, come dicono i contestatori da strapazzo, non abbiamo vinto titoli, ma abbiamo forse vissuto al di sopra delle nostre aspettative e per questo siamno stati abituati male. COMUNQUE FORZA VIOLA, SEMPRE!

Nicola
Ospite
Member

Forza Frderico , Firenze è con te !!!

DELLA VALLE VATTENE

Ilgatto
Tifoso
Member

Lasciamolo in pace,e non mettiamogli pesi sulle spalle: ha 18 anni !

Patrizio Petruccioli
Tifoso
Member

per favore cercate di non sciupare , come nostro solito . il giocattolo ; si tratta di un ragazzo che può veramente diventare la nostra bandiera ma è pur sempre un ragazzo.. cerchiamo di non lo caricare troppo!!

Tritone
Ospite
Member

Un ragazzo con la testa sulle spalle…..merce rara,di questi tempi…..

Amicocatopleba
Tifoso
Member

Se tutti giocassero con la sua intensità, la sua rabbia e la sua fame, si lotterebbe per lo scudetto. Ragazzo serio e gran giocatore. Gli auguro davvero il meglio per la sua carriera, che spero sia sempre in viola, anche se, purtroppo, ho dei fortissimi dubbi. Per adesso teniamocelo stretto, in futuro si vedrà.

Aliush
Ospite
Member

Bravo Gino, detto bene. Deve mantenersi e migliorarsi.

Pippo
Ospite
Member

Bravo Federico, resta sempre così

Mario85
Ospite
Member

Onore a te Federico!

Rocco54
Ospite
Member

l’ho già scritto altre volte.
Federico ha il vantaggio di tornare a casa e trovare un babbo che si chiama Enrico Chiesa, uomo con la testa sulle spalle anche quando era (grande) giocatore.
il ragazzo, a oggi, sembra aver imparato quelle doti di umiltà che aveva il genitore.
ha più potenza del padre ma, per ora è più “selvatico”.
a 19 anni non puoi chiedergli di più, ha enormi margini di miglioramento.
è una bandierina ormai di questa confusa MIA Fiorentina.

Gian Aldo Traversi
Ospite
Member

Ovviamente era un “can can”, maledetto dettatore. GINO, come appunto cercavo di spiegare nel post precedente. Se questi sono dei giornalisti lunedì vado all’ordine e mi faccio cancellare dall’albo. Ma gli stupidi, caro mio dettano legge in ogni campo. E sono la stragrande maggioranza. Con varie sfumature dal nero al grigio.

Rocco54
Ospite
Member

… complimenti per le “sfumature”

Kargost
Ospite
Member

Traversi, torna in branda! L’ora d’aria è finita! Infermieraaaaaa!!!!

Gian Aldo Traversi
Ospite
Member

Io vorrei che bandiere lo fossero entrambi. Come lo sono Totti e De Rossi per la Roma.

Gian Aldo Traversi
Ospite
Member

Le ineffabili tête de bois fanno danni ad ogni livello. Qualsiasi mestiere o professione esercitino. La vogliamo smettere di santificare Chiesa in questo modo spropositato? Si rischia di montare un’ inutile, deleteria guerra di nervi con Bernardeschi. Chi stabilisce che debba essere il pur ultra encomiabile Chiesino la bandiera di Firenze piuttosto che il carrarino? Che tra l’altro da un punto di vista calcistico ha numeri ancora più eclatanti al filtro di uno stile più esclusivo. Con questi eccessi di clan clan queste teste di bosco non capiscono che tolgono entusiasmo a Berna, deresponsabilizzandolo?

Claudio
Ospite
Member

oppure invece potrebbe impegnarsi di più per dimostrare di essere il migliore.. chi lo puo dire.
Certo oggi chiesino sembra più continuo e soprattutto butta l’anima ogni partita. Berna invece ogni tanto si perde.

Kargost
Ospite
Member

Traversi, torna in branda! L’ora d’aria è finita! Infermieraaaaaa

Claudiopiombino
Ospite
Member

forse si spostano i riflettori intenzionalmente……possibile che il Berna sia già diventato plusvalenza…..

Gino
Ospite
Member

Certo è un mondo buffo: 19 anni , 2 gol in serie A e già per la stampa sembra sia il salvatore della patria.
Questi ragazzi devono avere un carattere forte per rimanere con i piedi per terra e confermarsi nel tempo.

MICHELE
Ospite
Member

Io gli voglio bene a questo ragazzo, ma per ora a Firenze di principi un ce ne sono: fate vincere a questa squadra qualcosa, allora si potrà parlare di principi, re, imperatori e cavalieri.
Per ora cè qualche ranocchio che promette bene che aspetta di essere baciato dalla principessa Proprietà . Ma per ora un si vede nulla.

paolo re
Ospite
Member

O che aspetta di essere ceduto da questa principessa Proprietà

Ascianoviola
Ospite
Member

Grandissimo!!!

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