Federico come babbo Enrico: l’Europa nel Dna dei Chiesa

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Onora il padre. Federico sulle orme europee di Enrico, maglie in questo caso diverse, stesso sogno. Quello raggiunto da papà e quello sospeso fra cuore e cielo che vive adesso il figlio. Stesso sangue, come ossigeno, quello del miglior Parma della storia, fantastico in campionato, strepitoso in Uefa. E quello di una Fiorentina che quest’anno ha i sorrisi sicuramente dei ragazzi terribili, i due Federico, appunto Chiesa più Bernardeschi. Davanti la Uefa di Enrico che si «è fatta» Europa League per Federico. Così scrive Il Corriere dello Sport – Stadio.

Nel triennio vissuto a Parma Enrico diventa il miglior marcatore della storia del club gialloblù con 16 reti in campo internazionale. Vince una Coppa Uefa nella stagione 1998/99 (Federico ha un anno e mezzo). Una squadra europea, proprio quello che sogna di diventare la Fiorentina dei Della Valle. Cosa per adesso difficilissima. Poi in Uefa con la Fiorentina (4 presenze in due anni e 1 gol, al Dnipro, stagione 01/02) e con la Lazio (11 presenze e 4 gol). Gioca 15 gare segnando 6 gol in Champions League, 9 partite con la Fiorentina (3 gol, Barcellona, Aik Solna e Bordeaux) e 6 col Parma (Doppietta a Sparta Praga e gol al Galatasaray). Un bomber di Coppa oltre che in campionato.

Ora tocca a lui, il figlio che manco a dirlo la prima bottiglia di champagne l’ha aperta proprio in Europa. Ha segnato il suo primo decisivo gol da professionista a dicembre a Baku, contro il Quarabag. Un predestinato, l’Europa League come un trampolino, sul quale il ragazzo ha saltato per atterrare nel campionato, quello difficile della serie A. Non ci sarà domani, per scontare il turno di squalifica rimediato a Baku. La speranza è di continuare nel cammino, perché allora non sarà più per presentarsi ma per confermarsi. Come fece papà Enrico.