FI.IT, IL PAGELLONE VIOLA DI FINE 2013: CENTROCAMPO..

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    Borja Valero Fiorentina-BolognaIL PAGELLONE DI FINE 2013: I CENTROCAMPISTI

     

    BORJA VALERO: 9 Da quando è arrivato a Firenze che questo giocatore fosse di un’altra categoria lo si era intuito subito. Tuttavia aveva ancora un piccolo limite da superare, quello del gol. E quest’anno l’ex Villareal ha fatto il definitivo salto ulteriore di qualità. 6 gol tra campionato ed Europa League, nei primi 4 mesi di stagione lasciano ben sperare per un proseguo di stagione eccezionale. Come accarezza il pallone Borja ce n’è pochi al mondo, sa sempre cosa fare..Un anno fa c’era il motto ‘keep calm and pass to Borja’, quest’anno ormai ha fatto abituare il suo popolo a vedergli fare cose straordinarie. La sua visione di gioco è incredibile, e gli 8 assist stagionali tra campionato ed Europa League ne sono la risultante matematica. SEMPRE PIU’ TODOCAMPISTA

    AQUILANI 6-: L’anno scorso iniziò la stagione in mezzo a tanti problemi fisici. Ma anche quando chiamato in causa per pochi minuti il numero 10 viola regalava perle come l’assist a Jovetic per il gol all’Udinese, i tanti gol che ha messo a segno, quell’assist di tacco in Fiorentina-Inter del pallone è quello giallo etc etc. Tanti gol, ben 7 e 6 assist solo in campionato il suo bottino. Quest’anno invece è partito obiettivamente malino. O meglio ha alternato alcune prestazioni ottime ad altre anonime, con qualche picco verso il basso tipo a Roma contro i giallorossi. Re-inventato vertice basso del centrocampo viola, sta lavorando per migliorarsi in quella posizione, ovvio che ne paghi dal punto di vista di inserimenti, gol, e assist. Ma l’Aquilani che conosciamo è un altro. Sufficienza sulla fiducia, ma il 2014 di Aquilani può e deve essere sicuramente migliore di questa fine 2013. CI SI ASPETTA DI PIU’

    AMBROSINI: 7.5 E dire che qualcuno lo definiva un ex giocatore, un pensionato di lusso. Alla faccia del nonno verrebbe da dire. Ha passato l’estate a fare foto con i tifosi a Moena con maglie RIGORE PER IL MILAN, ma da subito ha fatto capire di che pasta era fatto il buon Ambro. Sudore, voglia, grinta, in ogni allenamento a cominciare dal ritiro, che da un giocatore come lui che ha vinto tutto in carriera forse ti potevi anche aspettare, ma non era poi così scontato. In allenamento ma anche in campo. Lottatore, mastino, ciò che serviva e mancava a questa squadra da molti definita femmina. Se avesse avuto 10 anni in meno, magari, Ambrosini sarebbe stato il futuro della Fiorentina, un perno sul quale puntare a lungo. Per ora è il presente, chissà se rimarrà in viola un altro ulteriore anno. NONNO UN CAVOLO

    PIZARRO: 5.5  Che Pizarro fosse un caratterino difficile lo si era capito quando nel finale di scorsa stagione era entrato in profonda depressione a causa di come la Fiorentina aveva perso l’accesso in Champions. La fuga in Cile, e poi quelle parole provenienti dalla bocca del suo procuratore, poi cambiato, che manifestavano una voglia da parte del Pek di cambiare aria. Poi il chiarimento, a metà..Perchè molti tifosi non lo hanno del tutto perdonato Poi un inizio di stagione difficile, tanti errori, troppa sufficienza in alcune gare in cui quel dribbling di troppo che magari l’anno scorso riusciva quest’anno non veniva mai, con conseguente palla persa in zone pericolose del campo e rischi inutili che via via hanno fatto storcere il naso a molti. Che il David Pizarro che abbiamo visto in questi primi mesi di stagione non sia quello dell’anno scorso ci vuol poco a notarlo. E se la Fiorentina 2012-13 era Pizarro-dipendente, quella di quest’anno ha imparato a fare a meno anche di lui. Il che non vuol dire che, se se ne va, ok, va bene lo stesso, ma che se poi le strade tra il cileno e la società viola si dovessero separare, pazienza, in qualche modo la Fiorentina farà. E’ un sanguigno Pizarro,e lo si è visto anche nella trasferta di Sassuolo, quando nonostante fosse partito dalla panchina è entrato, ha propiziato il gol vittoria di Rossi ed ha esultato come un pazzo sotto la curva dei tifosi viola. Come a dire, che non ci tenga a questa maglia non si può assolutamente dire..Ma sicuramente, che sia uno non facile da gestire, questo lo si è capito..Potenziale enorme, ma per metterlo in pratica al meglio serve lucidità..quella che Pizarro in questi primi mesi di stagione non ha certo avuto.. DAL CARATTERE DIFFICILE

    BAKIC: 5.5 Ne ha parlato sempre benissimo Montella fin dal primo giorno che lo ha avuto sotto mano a Moena. Lo ha provato come vice Pizarro in tutto il ritiro, e lo ha anche fatto giocare diverse volte, soprattutto in Europa League, ma ancora non ci siamo. Le potenzialità sembra averle, la visione di gioco anche, ma deve crescere ancora tanto il giovane montenegrino. Quando è stato chiamato in causa ha evidenziato qualche limite a livello di personalità, spesso andando a prendersi dei cartellini inutili, futili, che hanno poi costretto Montella a tirarlo fuori per evitargli rossi lesivi per la squadra. Per prendere in mano le chiavi di un centrocampo servono anni ed anni di esperienza, cosa che in viola al momento non può fare. Giusto allora che parta per farsi le ossa. ANCORA DA CRESCERE

    MATI FERNANDEZ: 6.5 Se riuscisse a non incappare in altri infortuni, allora, possiamo dire davvero che ci siamo. Mati è cresciuto, e cresce sempre più. L’anno scorso qualcosa si era intravisto, ma poco, e quell’interrogativo se fosse o meno da Fiorentina non aveva mai trovato piena e soddisfacente risposta. Quest’anno invece il cileno continua il suo percorso di crescita, anche grazie ad una continuità fisica che sta trovando. Quando entra dalla panchina dà sempre l’impressione di poter cambiare volto alla partita. Classe ne ha.. FORSE E’ LA VOLTA BUONA

    VARGAS: 7.5 In estate si era parlato di Livorno, in prestito gratuito, con metà ingaggio pagato dalla Fiorentina..Come a dire: qualcuno lo prenda per favore..Ed invece il Vargas di Natale è quasi un regalo, un qualcosa di inaspettato, almeno in questi termini..Dimagrito, determinato, e forte come qualche anno fa…Sulla sinistra quando parte è tornato ad essere devastante, con quel mancino che è dinamite pura..4 gol in 10 presenze sono il suo bottino, con reti pesanti come quelle di Milano col Milan, col Verona, quasi pesanti come quella con il Parma, e quella inutile ma bellissima come quella del momentaneo pareggio a Roma contro la Roma. Pradè ha detto che è lui il simbolo del suo lavoro, Montella non se ne prende mai i meriti, ma il lavoro che è stato fatto sul peruviano sa tanto di miracolo. Quello che era ormai un ex giocatore di calcio, oggi, è una pedina fondamentale per la squadra viola. La molla che è scattata nella testa del Loco non si sa da dove sia venuta, fatto sta che ha cambiato vita e questi sono i risultati..RINATO

    JOAQUIN: 6/7  Nella storia della Fiorentina ci è già entrato con il gol del 3-2 alla Juventus che per molti anni verrà ricordato e raccontato. Chi segna un gol alla Juve, poi un gol come quello di una storica rimonta, a Firenze, è destinato all’immortalità, o giù di lì. Che l’ex Malaga fosse un giocatore di spessore lo si sapeva, lo si capiva, anche solo vedendolo allenare tra Montecatini e Moena. Poi l’adattamento al nostro calcio, piano piano, fino ad arrivare ad un buon punto come lo è ora. Può ancora crescere molto, 3 reti e 3 assist sono già un buon punto di partenza, ma la sensazione è che possa fare ancora molto di più..E’ GIA’ NELLA STORIA

    VECINO: 5.5 Atteso per oltre sei mesi anche solo per capire che giocatore fosse, con la telenovela infinita del suo passaporto, Matias Vecino non ha ancora risposto al quesito se sia o meno pronto per stare già in questa Fiorentina. Un po’ di spazio Montella glielo ha anche concesso, ma quando è stato chiamato a fare la partita della vita, da titolare, contro il Verona ad esempio, è stato tolto al 45’. Evidentemente ancora non ci siamo..  FORSE NON ANCORA PRONTO

    WOLSKI: 6 “Quello che mi ha sorpreso più di tutti per quanto riguarda la crescita è Wolski, potrà essere il futuro della Fiorentina”..Parole di Vincenzo Montella alla vigilia di Sassuolo-Fiorentina, ed il tecnico viola, a caso, non parla praticamente mai. Il giovane polacco era stato anche pagato molto, quasi 3 milioni, per portarlo via a gennaio scorso dal Legia, e per farlo crescere a Firenze. Ma di spazio ne ha sempre avuto poco a disposizione. Montella crede molto in lui, ma è ancora giovane, non solo anagraficamente, ma anche fisicamente, e calcisticamente. Ha bisogno di farsi le ossa, chissà che non venga dato in prestito da qualche parte per trovare un po’ di continuità, anche se le parole di Montella lasciano pensare che potrebbe anche rimanere qui, e che per lui, potrebbe esserci più spazio nella seconda metà di stagione. IL FUTURO

    CUADRADO: 7.5 Il colombiano è sulla carta l’esterno più forte del nostro campionato. Quando vuole è devastante, con i suoi dribbling, la sua velocità, la sua fantasia, che nessuno riesce a tenere a bada. Quando vuole, però, perché poi capita in giornate in cui si intestardisce troppo, vuol fare tutto da solo, e poi finisce per fare partitacce. Ma quando parte JG11 che spettacolo. Deve ancora migliorare sotto porta, negli ultimi metri, cosa che pian piano sta facendo. L’anno scorso mise a segno 5 gol con anche 7 assist. Quest’anno siamo già a 5 gol e 6 assist tra campionato e coppa, ma ancora molto deve fare. E quando sarà diventato letale sotto porta, allora si che diventerà uno dei giocatori più forti al mondo. Speriamo in maglia viola, anche se resistere agli assalti di colossi come il Bayern, detto che prima va riscattato dall’Udinese, non sarà facile. FENOMENO

    OLIVERA: S.V. Montella ha recuperato gente come Ljajic, Vargas, ma con Ruben Olivera la cosa sembra quasi impossibile. Fin qui 1 minuto in stagione a Milano col Milan, e ad adesso il compito più difficile, piazzarlo da qualche parte. Vediamo se Atalanta e Bologna, uniche che hanno chiesto informazioni su di lui, non decideranno davvero se puntare su di lui. ESUBERO

     

    2013 straordinario per la Fiorentina di Vincenzo Montella, 11 vittorie 3 pareggi e 7 sconfitte per la parte di stagione 2012-13, 16 vittorie 4 pareggi e 5 sconfitte in questa prima parte di stagione 2013-14.  In totale il 2013 ha visto la Fiorentina giocare dunque 46 partite, con 27 vittorie, 7 pareggi e 12 sconfitte, per 88 punti fatti su 138 totalizzabili. In trasferta roba da pazzi: in totale nel 2013 13 vittorie esterne tra campionato e coppa, 10 in campionato, cose mai viste a Firenze. Un campionato, quello scorso, che si è concluso con il mancato accesso in Champions per mano del Milan, e come ce lo ricordiamo tutti, quest’anno ricominciato con l’obiettivo di tornare in Champions e di fare più strada possibile in Europa League. Giocare per oltre 3 mesi senza Mario Gomez, acquisto principe del mercato estivo viola, non ha certo reso più facili le cose a Vincenzo Montella, che però, chiude il suo 2013 a meno 3 dalla zona Champions, con un calendario favorevole alla ripresa, e con un girone di Europa League brillantemente superato con 5 vittorie ed un pareggio.
    In totale nel 2013 la Fiorentina ha segnato 83 gol e ne ha subiti 50. Il rinnovo di Montella, blindato, in arrivo quello di Pradè, e poi l’entusiasmo sempre più dilagante di Andrea Della Valle…Il Natale viola arriva con la Fiorentina a meno 3 da un Napoli che non sembra così irraggiungibile, anzi, che nelle ultime settimane ha dato evidenti segni di cedimento. Rossi capocannoniere della Serie A con 14 gol in 17 partite, e la prospettiva di ritrovare anche Gomez, con un Ilicic ritrovato, ed un Vargas alternativa in più, con un Cuadrado devastante, lasciano pensare che il meglio possa ancora venire in casa viola..

    CONTINUA…

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