Filotto e continuità: il 3-5-2 funziona ancora. E in ottica Juve…

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Due gol segnati nelle ultime tre partite prima della sosta, una difficoltà terribile nel creare occasioni da rete e soprattutto nel concretizzare sotto porta. Doveva cambiare, la Fiorentina, per far partire la rincorsa in campionato, per raddrizzare una stagione a dir poco buia sui campi di Serie A. Lavorare soprattutto sul recupero dei senatori, ritrovare vecchie certezze, vecchi automatismi, ma cercare anche nuove soluzioni di gioco. Montella ha fatto tutto questo, e nell’ultima settimana i risultati si sono visti: tre vittorie su tre in trasferta, carattere ritrovato, qualità in crescendo dalla metà campo in su. Otto gol fatti, due subiti in tre partite. Inevitabile, il banco di prova di venerdì, contro la Juve, darà ulteriori risposte sulla crescita della squadra viola, ma intanto il primo test di continuità del campionato viola è compiuto. Mai, infatti, la Fiorentina aveva vinto due partite di fila nell’attuale Serie A, e mai erano – chiaramente – state vinte tre gare su tre nell’arco di una settimana. “Serve un filotto, vogliamo ritrovare la nostra identità e la nostra filosofia”, aveva detto Pradè, voce della società, dopo il ko con il Napoli. Messaggio recepito e messo in campo da Montella e la squadra, con il tecnico viola che ha ribadito da Cagliari: “Volevamo provare a fare un filotto, ora dobbiamo avere continuità”. Continuità portata, in ogni caso, dal lavoro effettuato durante la sosta e dal ritorno al passato.
Inevitabile il riferimento al 3-5-2, modulo riproposto dall’Aeroplanino – guarda caso – nelle ultime tre gare vinte. “Mi dà più sicurezza e mi sembra che ne dia anche di più alla squadra”, aveva detto l’allenatore gigliato in merito alla difesa a tre dopo Verona. Modulo mantenuto nelle tre gare di fila, con gli interpreti che sono cambiati a distanza di pochi giorni senza però alterare il risultato del campo. Come dire: turnover necessario di gara in gara, ma manteniamo la nostra identità. E soprattutto la voglia di vincere.

A proposito dei singoli, però, emerge un dato interessante: nelle due vittorie di fila in campionato a Verona e Cagliari, non solo non è cambiato l’assetto tattico (sempre 3-5-2), ma anche gli interpreti partiti dal 1′ sono stati gli stessi. Neto; Savic, Gonzalo, Basanta; Alonso, Pizarro, Borja Valero, Mati Fernandez, Joaquin; Cuadrado, Gomez titolari a Verona. Stessi undici al calcio d’inizio a Cagliari: soltanto in un’altra occasione (tra Inter e Lazio) Montella aveva confermato in toto la formazione in due gare consecutive di campionato (allora si trattava di 4-3-1-2). Continuità di modulo, insomma, ma anche di uomini, di automatismi da confermare e mantenere tra i singoli giocatori ed i reparti. A partire dalla difesa a tre, che con l’inserimento di uno ‘specialista’ del ruolo come Basanta ha sostanzialmente retto contro i contropiedisti veronesi e sardi. E poi il centrocampo, con quello che pare il nuovo ‘trio delle meraviglie’, Pizarro-Borja Valero-Mati Fernandez. Meccanismi ritrovati e nuove soluzioni, come Alonso e Joaquin esterni di ‘lunga percorrenza’ (con il gioco che, se prima finiva spesso ‘imbottigliato’ centralmente, ora è tornato arioso e incisivo sulle fasce). O un Cuadrado autore di due gol consecutivi in campionato da seconda punta.

E allora anche verso la Juventus, venerdì sera, facile pensare che Montella cambierà poco rispetto a quanto visto al Sant’Elia. Certo, le sorprese possono essere dietro l’angolo, soprattutto in una gara nella quale la carta ‘imprevedibilità‘ può essere decisiva. Ma abbandonare adesso le certezze ritrovate, l’impostazione in campo della squadra che sta dando risultati, potrebbe realmente non giovare. Con il 3-5-2 che, con ogni probabilità, sarà ancora riproposto. Magari con qualche variante, soprattutto sulle fasce (con JC11 che potrebbe tornare esterno destro) o nel reparto offensivo, dove l’ipotesi Gomez-Babacar stuzzica sempre l’Aeroplanino (e con Marin che scalpita per un posto).

“Sarà importante giocare con serenità, la spensieratezza dovrà essere la nostra forza”, ha insistito domenica Montella parlando di Juventus. La carta della tranquillità (apparente) per una partita che si prepara da sola: l’ambiente è tornato carico, il sorriso si mischia alla tensione in vista di una gara che non è come le altre. Se ne sono accorti tutti soprattutto dopo il 4-2 dello scorso anno, con il Franchi in preda a delirio puro. Tutti sognano di rivivere una serata simile. Fare risultato positivo contro i bianconeri, poi, lancerebbe ulteriormente poi i viola in chiave classifica (“Ma fino a Natale non voglio guardarla”, ha chiosato Montella), visto che la Fiorentina si è riportata a -4 dal terzo posto.
Meno tre a Fiorentina-Juventus: il count-down verso la partita più attesa dell’anno è iniziato.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it