Finalmente buone notizie: Gomez c’è. Con l’Udinese per la storia

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    Mario GomezLa notizia di ieri sera, che tra l’altro avevamo anticipato nei giorni scorsi, ha riportato il sereno in casa viola. Mario Gomez torna a disposizione di Vincenzo Montella. Centoquarantanove giorni dopo quel maledetto 15 settembre 2013. Una boccata d’ossigeno, un calcio alla sfortuna (senza abusare, però…) in vista di una partita determinante per la stagione viola. Contro l’Udinese sarà partita vera, verissima: gara decisiva, per gigliati e friulani, per aggiudicarsi un posto in finale di Coppa Italia. Sulla sponda fiorentina senz’altro un appuntamento con la storia. Nei 12 anni di era Della Valle, infatti, non è mai stata centrata una finale di un trofeo. C’è voglia di farlo, di raggiungere l’obiettivo per poi giocarsi tutto nell’atto conclusivo di Roma. Il primo a crederci è proprio Andrea Della Valle, che negli ultimi due anni sta seguendo passo passo la squadra di Montella con passione forse mai vista prima. Una competizione spesso snobbata, la Coppa Italia, che però potrebbe rappresentare un trofeo tangibile da andarsi a conquistare. Per arricchire una bacheca che, per i fratelli marchigiani, è ancora tristemente vuota nonostante i bei risultati ottenuti in questi anni di gestione. E allora, se per ADV la Coppa Italia è obiettivo primario, questo lo è ancor più per Montella ed i suoi ragazzi. Tanto da arrivare a mettere in secondo piano (seppur inconsciamente) la corsa in campionato verso il terzo posto.

    Discorsi, comunque, che dovranno avere riscontro domani sul terreno del Franchi. Dalle ore 21 servirà una prestazione maiuscola, per una Fiorentina che ha nelle sue corde le possibilità di ribaltare l’1-2 subito una settimana fa al Friuli. Per farlo, però, servirà lo spirito delle grandi occasioni: squadra compatta, tosta in difesa e spietata in avanti. Il tutto al netto delle assenze, che nonostante le buone notizie che arrivano dall’infermeria ci sono e restano importanti. Ambrosini è una pedina che sarebbe risultata importantissima nella gara di domani, così come Tomovic, per non parlare di Rossi. E mancherà lo squalificato Borja Valero, faro assoluto di una squadra che si è plasmata attorno allo splendido modo di fare calcio dello spagnolo. Non è proprio un caso, di fatto, se nelle (sole) tre partite saltate dall’ex Villareal in questo anno e mezzo la Fiorentina non ha mai vinto. Senza di loro, comunque, Montella metterà in campo una squadra all’altezza dell’impegno. 
    Saranno i viola a fare la partita, facendo attenzione a non lasciare il fianco alle ripartenze ospiti. Dal punto di vista tattico, comunque, permane ancora qualche dubbio tra un ritorno al 4-3-3 e la conferma di un 3-5-2 che ha reso molto bene sabato con l’Atalanta. Lo sappiamo, la differenza è spesso minima tra i due moduli, ma tra un Cuadrado a ridosso della difesa avversaria ed uno che invece deve ripiegare fino all’area viola, qualche cambiamento c’è. A proposito del colombiano, sarà proprio JC11 a dover dare quel qualcosa in più per colpire la difesa di Guidolin. Contro i bergamaschi si sono visti dei miglioramenti, stasera ci sarà bisogno del miglior Cuadrado per ribaltare la situazione della semifinale. Per il resto, tornerà Gonzalo Rodriguez al centro della difesa, così come Aquilani nella zona centrale del campo (la staffetta con Anderson è comunque da mettere in preventivo visto che nessuno dei due ha i 90′ nelle gambe). 

    E poi… poi c’è Gomez. In panchina, ma è già un segnale ben preciso. Anche perché Montella ha fatto capire di non voler portare in panchina gente “a caso” o “per bellezza”, in riferimento al tedesco. Gomez sta crescendo, si è allenato una settimana in gruppo e, negli ultimi giorni, ha intensificato il lavoro inserendo gradualmente nel programma anche i contrasti. Da qui al rientro in campo, dunque, manca solo la condizione fisica e la convinzione che il peggio sia finalmente passato. Vedremo se domani ci sarà qualche minuto anche per lui – molto probabilmente no -, in caso contrario tutto sarà rimandato a sabato per la gara contro l’Inter. Intanto, però, il rientro di Gomez tra i convocati alza il morale di un gruppo che dopo le tre partite senza vittorie era visibilmente basso. Già mercoledì scorso, alla ripresa, il tedesco aveva dato la scossa verso l’Atalanta. Poi la bella prova di gruppo contro i nerazzurri. Adesso, nel momento cruciale della stagione, c’è bisogno anche di questa carica, dell’entusiasmo e della voglia di fare per raggiungere gli obiettivi.

    Appuntamento con la storia, insomma, questa sera, con il Franchi che si riempirà per l’occasione. Guerini aveva lanciato l’appello la scorsa settimana, Andrea Della Valle lo aveva ribadito nel post-Atalanta e Montella lo ha sottolineato ancora ieri in conferenza. Serve la spinta del Franchi per acciuffare la rimonta. Il pubblico viola, come sempre, non deluderà e risponderà presente, pronto ad essere il vero Dodicesimo Uomo in campo. 

    L’ultimo trofeo gigliato è datato 13 giugno 2001. Un’eternità. Neanche a dirlo, era una Coppa Italia, la sesta ed ultima colorata di viola. Una sfida, quella con il Parma di 13 anni fa, che riporta alla mente campioni che sono poi rimasti nella storia viola: da Repka a Chiesa, da Adani a Vanoli fino a Rui Costa, Nuno Gomes e Toldo. Tutti in città vogliono tornare a vivere le emozioni di quella giornata. Del resto, bello arrivare quarti, terzi, raggiungere una qualificazione in Champions, ma ancor più bello (lasciando da parte i soldi) essere campioni, alzare un trofeo, magari nella Capitale. Questo lo sanno i Della Valle, lo sa Montella e lo sanno i giocatori che in questo anno e mezzo hanno sposato un progetto vincente finalizzato al raggiungimento di traguardi importanti. Firenze sarà lì, a spingere i propri beniamini. Adesso palla al campo, c’è bisogno della migliore Fiorentina per raggiungere una finale storica. Stavolta vietato fallire.