Finisce un 2014 di maledizione per l’attacco viola. E nel 2015 dal mercato…

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Viola di sfortuna, viola di amarezza, di rimpianti, di sogni infranti ed ambizioni spente. Siamo chiari e diretti: il 2014 non è stato all’altezza delle aspettative in casa Fiorentina, e non per demeriti sportivi in senso stretto. Perché è vero che all’inizio dell’anno Gomez era già fuori per infortunio, ma il 2014 era cominciato con l’eredità del 2013 di un Giuseppe Rossi assoluto mattatore in Serie A, vera e propria miccia di tutti i sogni viola. Poi il primo crack, il ritorno di Gomez ed il secondo infortunio del tedesco. Una Coppa Italia da dimenticare in una notte da incubo, il ritorno di Pepito e SuperMario ed i nuovi infortuni di entrambi. Poteva succedere altro? Ah già, per non farsi mancare niente alla fine dell’anno sono mancati all’appello anche Babacar e Bernardeschi, due nascenti raggi di luce nel buio dell’attacco viola. La classifica sorride a metà, il pareggio con l’Empoli non ha rovinato la lunga rimonta della Fiorentina dopo la sconfitta col Napoli. L’Europa è lì, a portata di mano. Anno nuovo… ambizioni vecchie. La Champions League, il sogno è quello di sempre. Quel terzo posto che vorrebbe dire prestigio e soldi, compimento ed insieme rilancio di un ciclo, quello di Montella, che è arrivato a metà del terzo anno senza nessun grande risultato (finale di Coppa Italia a parte) in tasca. E allora, occhi chiusi e lunga vita ai desideri: un attacco più fortunato e più sano, questa è la base. Poi? Ci pensa il mercato, da sempre incubatore dei sogni di ogni allenatore. 
I nomi? Una girandola impazzita. New entry e vecchie glorie che si riaffacciano, una tombola da cui Montella e la dirigenza sperano di pescare il numero giusto. I primi sorrisi, giusto ricordarlo, arrivano dal Colorado: Rossi in campo a marzo ha riacceso come d’incanto le ambizioni di tutti, la consapevolezza che, con un Pepito in forma, ogni traguardo può essere raggiunto. Poi, dovrà pensarci Gomez a mettersi sulle spalle questa squadra e trascinarla fuori dalla sterilità dell’attacco. E il mercato? Dicevamo… tanti nomi, qualche chiarimento doveroso. David Villa resterà in USA, bene dirlo subito: il NY City inizierà la propria prima stagione in MLS e lo spagnolo, insieme a Lampard, è la punta di diamante, calcistica e di marketing. Impensabile che se ne privino per il loro esordio. Però, il profilo è quello giusto. Un attaccante di talento, di movimento, che segni e che sia affidabile. Gli altri papabili? La pista che porta a Pato sfuma, quella che conduce ai piedi di Adrian Mutu più viva che mai. Il rumeno spinge, vuole solo la Fiorentina. I viola tentennano e prendono tempo, a Montella l’ultima parola su un colpo romantico che sarebbe low-cost: un po’ scommessa, ma ad una quota neppure troppo alta. Giovinco impensabile, sopratutto a gennaio. Quagliarella? Un’idea, come lo era Muriel soffiato dalla Sampdoria. Le sorprese sono sempre dentro il cilindro di Pradè e Macia, aspettiamocele. Ventiquattro ore e sarà 2015: un nuovo anno davanti. La sfortuna, si spera, resti alle spalle. Sarà l’anno di Rossi e Gomez? La Fiorentina lo spera, e intanto cerca rinforzi…

Autore: Guido Barucco (@gbarucco) – fiorentina.it