Fiorentina al 3° posto, ma è soprattutto dramma Rossi: oggi l’esame strumentale…

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    Infortunio Rossi Fiorentina-Livorno 05-01-2014Undicesima vittoria e Napoli provvisoriamente raggiunto al terzo posto, ma sono dettagli di fronte all’incubo per il ginocchio destro di Rossi, colpito da Rinaudo e disperato, a terra, per la possibile gravità dell’infortunio. «Un intervento da farabutto», ha attaccato a caldo Andrea Della Valle nel dopopartita più malinconico vissuto dalla Fiorentina in questa stagione (anche se poi la Fiorentina ha abbassato i toni delle accuse dopo aver rivisto più volte il replay dell’azione).

    E’ concreto il timore che Rossi — già operato due volte allo stesso ginocchio — possa essersi rotto ancora il crociato. La carriera di Rossi è nuovamente a rischio? Tutto e il suo contrario — in attesa degli esami strumentali — è circolato ieri sera nelle stanze viola in attesa di conferme che non potevano arrivare nell’imminenza del trauma. Sensazioni negative, anche se — parole del direttore sportivo Pradè — «non sappiamo quanto possa influire la paura di Giuseppe». Che in attesa del responso di oggi, certo non deve aver comunicato sensazioni positive ai compagni e ai dirigenti viola. Rossi è uscito zoppicando e le diagnosi provvisoria poco rassicura. Notizie più certe oggi, dopo l’esame strumentale: impossibile fare previsioni, anche se nelle facce dell’entourage viola prevale la malinconia per il nuovo trauma capitato a un giocatore apprezzatissimo, non solo per le sue qualità sportive.
    A margine di tutto questo, la partita. Fiorentina terza, Livorno penultimo (un punto nelle ultime sette partite) e distanza in classifica solo a tratti visibile nel contesto di un match tirato, nervoso, interpretato comunque dagli amaranto con lo spirito di una squadra che si considera ancora legata al proprio allenatore. Legatissima dev’essere la Fiorentina a Montella, se riesce a mantenere diritta la barra della concentrazione nonostante il Livorno (tre palle gol nel secondo tempo) faccia di tutto per complicarle la vita, sotto tutti i punti di vista.

    Molti alibi per la squadra di Nicola, in versione rattoppata per la squalifica di Emerson e i ko di Coda e Lambrughi. Rattoppatissima anche la classifica, con venti punti di distacco dai viola, che in casa hanno sempre segnato almeno un gol e in campionato non pareggiano da dieci partite (sette vittorie, tre sconfitte). Il Livorno al contrario non fa punti fuori casa da 106 giorni. Non solo per questo parte copertissimo, con cinque difensori, quattro centrocampisti e Paulinho a fare reparto quasi da solo. Molto contropiede nelle intenzioni di Nicola. La Fiorentina parte lenta e si molleggia insieme ai suoi big nel fittume delle marcature. Sembra un modo per prendere tempo, o perderlo, in attesa del momento buono: quest’anno il cinismo si traveste da furbizia? Ma non tutto funziona nella gestione dell’attesa, Borja per esempio eccede nei tocchetti di fino, Pizarro sbaglia troppi passaggi, Aquilani anche ma almeno recupera. Vargas a sinistra non sfonda, Rossi gioca soprattutto fra le linee, Ilicic si vede poco. Suo però l’assist di prima che Cuadrado non sfrutta al 22’, prima vera occasione della partita. Figuriamoci il resto. Il ricordo di Fiorentina-Pescara 0-2 (la prima partita di gennaio, un anno fa) è un avvertimento fresco per una squadra che si autoconsidera superiore di una categoria rispetto al Livorno. Calma e gesso, allora. Pericoloso salire tutti insieme, perché il Livorno si chiude e rilancia cercando Paulinho. Fra parentesi non si capisce perché Tagliavento lo fermi in contropiede, verso la fine del primo tempo, scatenendo nel proteste del Livorno.

    Per la Fiorentina — che continua a mantenere un atteggiamento prudente — da segnalare un bello scambio Borja-Rossi con tiro di Pepito fuori di poco. Davvero poco altro. La sensazione è che i big si risparmino per uscire alla distanza, impostando uno contro uno trattenuti nel primo tempo.

    Cambia in effetti il ritmo della partita nella ripresa, la Fiorentina spinge di più e cerca di crescere a livello di individualità. Ma il Livorno è ancora più chiuso e alza il ritmo dei contrasti per avvertire la Fiorentina: sarà dura passare… Montella cambia Ilicic con Joaquin per aumentare il livello di esperienza nelle percussioni, il Livorno però colpisce la traversa con un colpo di testa di Mbaye. Risponde di schianto la Fiorentina con Vargas e Rossi, ma segna Gonzalo con un colpo di testa in mischia, trasformandosi in una specie di Van Basten: è il gol che spezza ulteriormente l’equilibrio della partita. Rischia poi di spezzarsi anche il ginocchio destro di Rossi e da come Pepito si dispera c’è poco da stare allegri, anche se per fortuna poi l’attaccante viola si alza e — zoppicando — raggiunge accompagnato l’uscita. Partita tosta e nervosa, il Livorno la risale sulla forza dei nervi: per due volte Neto è decisivo su Benassi e Gonzalo salva su Paulinho. Ma la Fiorentina non molla e incrocia le dita. Pensando soprattutto a Rossi.