Fiorentina, alla ricerca del salto di qualità da squadra top

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    Montella a kievIL CALCIO per fortuna vive nel futuro, c’è sempre una controprova da affrontare e nella circostanza è meglio così perché gli ultimi 15 giorni della Fiorentina sono stati i peggiori di tutta a stagione. Il bivio di stasera ha un valore decisivo, non solo per il posto in cui potrebbe portare, ma perché è l’ultimo di tre grandi obiettivi (sfumati il terzo posto in campionato e la possibile vittoria in coppa Italia). Quello viola è un buon gruppo con alcuni buonissimi giocatori e dopo un ciclo triennale è arrivato il momento di concretizzare aggiungendo solide basi al bel calcio portato in giro in Italia e all’estero, magari non in partite decisive e non sempre contro gli avversari più forti: perché il salto di qualità a questi livelli si fa solo centrando un obiettivo, è il faro supplementare che cancella l’ombra dei non-vincenti.

    E’ QUESTO il freno psicologico che ha rallentato la Fiorentina dal 7 aprile in poi, quando si è trovata davvero in confidenza con la possibilità di concretizzare? C’è una grande differenza fra giocare bene partite che contano poco e giocare per vincere partite che contano tantissimo: è l’appuntamento in cui la mente conta più del corpo, lo spettacolo non è richiesto, servono tutte insieme qualità che la squadra di Montella non ha mostrato nella semifinale di coppa contro la Juve nonostante il clamoroso vantaggio dell’andata e tantomeno a Napoli.

    LA DINAMO KIEV non è un avversario irresistibile, all’andata la Fiorentina ha fatto la partita nell’affollato stadione ucraino superando lo choc del doppio ko contro la Juve e il Napoli, dimostrando che prendere di petto il problema è sempre meglio che subirlo. Stasera c’è un altro appuntamento con l’inevitabilità delle sentenze, perché poi sempre a quelle si arriva anche se il calcio vive nel futuro.

    E LA RAGIONE del bello, il possesso palla, il gioco di squadra devono lasciare il posto alla consapevolezza. Di essere un gruppo vincente nelle occasioni che contano. Di aver capito la lezione. Di ricordarsi che a Varsavia non si vincono solo le amichevoli estive contro il Real Madrid (a proposito, gol di Gomez e Alonso), ma anche partite vere contro squadre che hanno nomi meno importanti. Perché sono proprio quelle che contano.