Fiorentina-Chievo, la squadra viola fa valere il maggior tasso tecnico..

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    Wolski Fiorentina-Chievo Coppa ItaliaLo sbarco nei quarti di coppa Italia è un omaggio per le stampelle di Pepito in tribuna con DDV – e ha un valore risarcitorio solo in apparenza modesto: la Fiorentina in versione alternativa mette sotto il Chievo (anche lui alternativo con Pellissier e Thereau in panchina, ma motivato) con una continuità che dà modo anche ai più giovani di mettersi in vetrina, come ampiamente richiesto da Montella alla vigilia. Rebic e Wolski non sciupano l’occasione e il primo addirittura segna mostrando la concretezza che era mancata in altre occasioni.
    Appuntamento fra due settimane con la vincente fra Catania e Siena, svolgimento stagionale in linea con i progetti dichiarati all’inizio: la Fiorentina vuole restare in corsa su tutti i fronti, poi si vedrà (aspettando anche notizie da Pradè e Macia dal mercato di gennaio). Nel quadro dell’attacco viola decimato, non è in controtendenza l’infortunio a Rebic, che al 17’ si fa male alla caviglia sinistra e viene sostituito da Matos.
    Solo ottomila spettatori ma ci sono anche i Della Valle e Rossi, che è in tribuna ma si trova al centro della curva (‘Il fenomeno/il fenomeno’) a poche ore dalla partenza per la visita di controllo nella clinica del professor Steadman, in Colorado.
    In campo la rotazione viola è robusta e insieme ai big (Borja, Gonzalo, Ambrosini, Joaquin) c’è la porzione ye-ye rappresentata da Rebic e Wolski.
    Partita abbastanza tenera, almeno fino a quando la Fiorentina decide di spingere con maggiore intensità e ampiezza di palleggio. E’ però nello stretto che Wolski trova lo spazio per offrire a Joaquin l’assist per il vantaggio (28’): il sinistro basso che batte Silvestri rientra nella categoria dei tiri (quasi) imparabili. Il resto del primo tempo non è fashion, ma Diego e Andrea Della Valle guardano la partita come se fosse Pitti Calcio: in campo c’è una versione alternativa, ma dignitosa, della Fiorentina: e conta parecchio per dimostrare che il gruppo è sano e sa resistere al formidabile choc della perdita di Rossi. Anche il Chievo ha molti titolari in panchina e con il passare dei minuti perde l’inclinazione al contropiede che aveva sguinzagliato Paloschi in un paio di sprint. Solo lui riscalda i guanti di Neto con un tiro basso, poi c’è tanta Fiorentina soprattutto nel possesso palla e nell’impostazione aggressiva del match: prima Roncaglia fa sdraiare Silvestri con un destro basso, poi Borja calcia una punizione sulla traversa e sul rimbalzo si fionda Rebic, che di testa salta più alto di tutti e segna il 2-0.
    Nel secondo tempo c’è subito la traversa scheggiata da Mati (bel numero in dribbling) e la partita sembra avviarsi verso un dominio viola simile a quello precedente. L’infortunio di Rebic e l’ingresso di Matos (unica punta viola rimasta a disposizione, a parte Iakovenko e gli attaccanti della Primavera) consiglia un atteggiamento più quieto. C’è un gol annullato a Matos per fuorigioco, ma in pochi si lamentano davvero. Conta l’impressione generale e quella, nonostante le stampelle di Rossi in tribuna, è un buon punto per ripartire.

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