Fiorentina, dove sei finita? Così non va…

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    napoli fiorentina Due partite (importanti), due sconfitte. Ma non è tanto questo ciò che ha deluso, perché alla fine perdere contro Juventus e Napoli ci può stare. Il problema è come sono arrivate, queste sconfitte. È stato l’atteggiamento della squadra a deludere: rinunciatario. Inerme. Molle. Apatico. Una Fiorentina assolutamente sorella di quella ammirata dall’inizio del 2015 fino alla gara contro la Sampdoria. Nelle ultime due partite, contro Juventus e Napoli, si trova difficoltà a salvare un singolo. A sottolineare la prova positiva, o quantomeno sufficiente, di un solo giocatore viola. Per questo, la delusione è cocente, perché la squadra è stata irriconoscibile.

    A questo vanno aggiunti i numeri. 6 gol presi (sarebbero stati 7 se avessero dato il gol ad Higuain) e 0 fatti (anche se contro la Juve sono state annullate le reti a Salah e Rodriguez) nelle ultime due partite. Un bottino non certo da squadra che ha ambizioni di vittoria, o di Champions. E non è un caso, infatti, che nel giro di sei giorni, la Fiorentina ha gettato al vento due dei tre obiettivi stagionali. O meglio, uno l’ha gettato (la Coppa Italia), l’altro l’ha seriamente compromesso, visto che i punti dal terzo posto, oggi occupato dalla Roma, sono diventati 8. E che nel frattempo, in attesa di vedere quel che farà la Sampdoria questa sera, la squadra di Montella è nuovamente scesa al 5º posto, dietro al Napoli (la squadra di Benitez, superata dai viola una settimana fa, ha prontamente recuperato lo svantaggio…).

    Montella aveva detto: “Le grandi squadre sono quelle che riescono a metabolizzare subito una sconfitta come quella contro la Juve e ripartire”. Ecco. Il Napoli oggi ha dimostrato di essere una grande squadra. La Fiorentina no. Almeno alla luce di quanto detto dal tecnico prima della partita del San Paolo. Quella di Montella, evidentemente, è una squadra stanca mentalmente. Non definitivamente matura. Non ancora pronta per primeggiare. Lo dimostra l’ennesima sconfitta stagionale con le prime della classe in campionato. Lo dimostrano le due battute d’arresto in un momento clou della stagione. Lo dimostra il periodo critico che sta vivendo è che fa paura anche in vista della partita di giovedì, in Europa League, in Ucraina contro la Dinamo Kiev.

    Come ci si rialza da queste batoste? Come si reagisce da così tanti schiaffi subiti? Come non si sa, ma va fatto. Perché compromettere anche il terzo e ultimo obiettivo della stagione, sarebbe inammissibile. Se sbagliare è umano, perseverare sarebbe diabolico. Serve ritrovare il gol. La vittoria. E con essi, anche la serenità di un ambiente che oggi appare sgonfio. Ora serve davvero tirare fuori il carattere. Non come contro la squadra di Allegri. Non come contro la formazione di Benitez. Ma come aveva dimostrato di saper fare la Fiorentina di Montella in molte altre occasioni. Per non buttare tutto quello che di buono è stato costruito. Sarebbe un peccato. Sarebbe un sacrilegio…