Fiorentina, è l’ora di mettere la freccia…

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    Paolo ChirichignoCon le energie rimaste, la Fiorentina è chiamata a dare ulteriore gas stasera a Parma. Non tanto e non solo per la classifica, ma soprattutto per rispetto verso se stessa. La squadra di Montella sta affrontando la fase più delicata della stagione con il peso di una serie intermittente di infortuni (escludiamo per pudore il lungodegente Rossi). Un ostacolo in più che Montella si trova ad affrontare suo malgrado: il tecnico viola usa ogni tanto l’ironia per coprire la squadra, per tenerla al riparo dalle polemiche nate dopo la sconfitta (peraltro immeritata) con l’Inter. Con queste premesse stasera la Fiorentina si trova di fronte Cassano, sempre in procinto di venire a Firenze e puntualmente rimasto alla base. FantAntonio è in forma, può essere una mina vagante per il campo, ma siamo convinti che la solidità di squadra dei viola sia sufficiente a tenerlo a bada.
    Ora che Gomez è sulla via del recupero pieno (in Danimarca ha confermato i suoi progressi), Montella può scegliere tra lui e Matri per l’attacco. Non è poco, visto che fino a un mese fa era Rebic il primo rincalzo in avanti. Fiorentina più solida anche grazie alla serenità di Neto: la paratona che ha salvato la finale di coppa Italia contro Muriel ci è rimasta negli occhi e nel cuore. Ha vinto lui, contro tutti, nei momenti difficili. Gli sono stati accanto la società e soprattutto Montella, che ha fatto più lo psicologo che il maestro di calcio. Neto ha ritrovato tranquillità, non ha più paura ad andare incontro al pallone, anche se a volte esagera nel giocare a tutti i costi con i piedi.
    Dietro, Gonzalo si fa notare non solo quando gioca ma soprattutto quando è assente. Unico grande giocatore della difesa, l’argentino che vuole terminare la carriera nel San Lorenzo è il cervello della retroguardia, mentre Diakitè si sta ambientando in fretta e con profitto. Ancora spaurito quando c’è da impostare, regala muscoli e centimetri al reparto, qualità spesso mancate fino a dicembre. Allora però c’era il genio di Pepito a nascondere le magagne. Già, Rossi. Sta lavorando come un ossesso per essere pronto, a fine marzo, a tornare a Firenze. Da allora partirà il count down per il suo ritorno in campo: nessuna fretta, zero intenzioni di creare false aspettative, ma il giocatore ha sempre detto che il sogno sarebbe dispuatre la finale di coppa Italia contro il Napoli, a inizio maggio. Pensate a quanti problemi avrebbe Benitez nel trovarsi di fronte Gomez e Rossi tirati a lucido.