Fiorentina e Roma, diverse ma anche un po’ uguali. E’ il primo bivio della stagione

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Sfida difficile ed affascinante tra Fiorentina e Roma. Su due piani diversi, ma qualche punto di contatto c’è fra le due squadre, per adesso appaiate in classifica

Al Franchi arriva la prima big del campionato. Dopo cinque squadre alla portata dei viola (ed infatti sono arrivate 4 vittorie ed 1 pareggio) oggi pomeriggio è il turno dei giallorossi di Di Francesco. Sulla carta più forti della Fiorentina. Ma fin qui, classifica alla mano, con gli stessi 15 punti all’attivo della squadra di Pioli. Ed infatti Roma e Fiorentina, con le dovute proporzioni, si somigliano abbastanza.

Se la Fiorentina ha la rosa più giovane d’Europa, anche la Roma ha basato il proprio mercato estivo cercando talenti che possano assicurare un futuro più roseo del presente. Il ds Monchi è finito nel mirino della critica, perché nel giro di pochi mesi ha fatto fuori gente come Salah, Alisson, Rudiger, Nainggolan e Strootman. Non giocatori qualsiasi, sacrificati sull’altare del bilancio. Ed è vero che altrettanti ne sono arrivati, ma Kluivert è un gioiellino ancora tutto da scoprire e Pastore, fin qui, ha accusato più problemi fisici che minuti giocati. Giusto per fare due esempi, perché fondamentalmente la Roma la stanno trascinando i giocatori dell’anno scorso. Un po’ come accade alla Fiorentina. In entrambe le squadre i portieri sono stati rinnovati e poi, dal mercato estivo, i due allenatori hanno tratto poco beneficio. Fin qui, certo, perché naturalmente Pioli si augura che Gerson e Pjaca possano lasciarsi alle spalle il periodo buio già da domani. Stesso pensiero di Di Francesco, che lancerà dal primo minuto Cristante e N’Zonzi.

In casa Fiorentina le novità sono attese più avanti. Difficile che Stefano Pioli decida di rivoluzionare la sua squadra in occasione di una partita così complessa, dove automatismi e movimenti dovranno essere ben assimilati da tutti gli interpreti. Può cambiare la posizione in campo di qualcuno, ma metro più o metro meno gli interpreti resteranno sempre gli stessi. Davanti a Lafont la confermatissima linea difensiva con Milenkovic, Pezzella, Hugo e Biraghi. Se l’attacco ha stentato, i meccanismi difensivi fin qui sono stati più che buoni. In molti vorrebbero vedere Milenkovic al centro in coppia con Pezzella, ma per aggiustamenti di questo tipo (e l’inserimento di un terzino come Laurini o Diks) serve ancora tempo. Veretout agirà ancora davanti alla difesa, mentre Benassi sarà valutato fino all’ultimo, ma alla fine dovrebbe farcela a scendere in campo. Mezzala sinistra dovrebbe essere Gerson, insidiato da Edimilson. In attacco, fermo restando Chiesa largo a destra, tornerà Simeone dopo il primo tempo di riposo contro il Torino. E l’impressione è che possa tornare anche Pjaca (lui out tutta la gara contro i granata) che ha voglia di togliersi di dosso polvere e scetticismo.

La partita del Franchi somiglia ad una sorta di primo spartiacque della stagione. Una vittoria significherebbe tanto per la Fiorentina, in termini di punti e non solo. Crescerebbe l’autostima di un gruppo giovane, tornerebbe una buona dose di entusiasmo e regalerebbe serenità a tutto l’ambiente. Discorso analogo per la Roma, che fin qui le serate migliori le ha vissute in Champions League. In campionato la squadra di Di Francesco è stata capace di buone prove (come a Napoli) e di tonfi incredibili (come contro la Spal). Appuntamento alle 18:00, di fronte ai 30.000 del Franchi ed a… Batistuta.