Fiorentina-Juventus: bissiamo, è da tanto tempo che non lo facciamo

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Mancano poche ore alla Partita, quella con la P maiuscola, perché Fiorentina-Juventus non potrà mai essere uguale alle altre. È bugiardo chi dice il contrario. Mente, sapendo di mentire, solo per il gusto di essere apparentemente meno provinciale degli altri. 
Ma soprattutto mancano poche ore a quella che potrebbe essere la partita della svolta del campionato della Fiorentina. Si, è vero, la squadra di Montella viene da due vittorie consecutive (tre se si conta l’Europa League), ma è palese che, solo in caso di successo contro i bianconeri, il suo cammino assumerebbe un altro significato. Avrebbe un’impennata incredibile in fatto di punti, posizione in classifica ed entusiasmo.

Insomma, non vincere contro la Juve rientrerebbe in quella che è considerata da molti la normalità delle cose. Al contrario, batterla, vorrebbe dire rilanciarsi in maniera definitiva verso qualunque obiettivo. Anche in chiave terzo posto. Perché battere Lei, è come passare un esame sul quale sei rimbalzato troppe volte. È come fare scorta di ossigeno. È come nascere due volte. Gratifica. Rivitalizza. Fa godere. 

Per farlo, però, serve la miglior Fiorentina. Perché si sa, la Juventus ha sette vite, non molla. E non solo fino al 90º, bensì fino al 100º. L’attenzione va tenuta alta, ai massimi livelli, anche perché, dopo l’umiliazione subìta al Franchi l’anno scorso, Lei vorrà la rivincita. Vorrà rifarsi. Contemporaneamente, in riva all’Armo, quest’anno, sembra esserci molta più attesa rispetto ad un anno fa, dove forse c’erano più speranze che ‘certezze’ di potercela fare. E proprio ad un anno fa, la memoria ci riporta tutti (pericolosamente). Si, pericolosamente, perché ricordare quanto è successo il 20 ottobre del 2013 è bello. Eccitante. Quasi inverosimile ed irreale. E può ingannare. Può far credere che la Juve è battibile. Certo, lo è, ma va temuta, perché solo temendola, e quindi giocando al 110%, la si può ribattere…

Anche se quest’anno, in campo, non ci sarà Pepito Rossi. L’uomo della tripletta stellare, che fece letteralmente impazzire di gioia Firenze. Che poi, che strano il fato: nel campionato passato, Pepito era in campo e Mario Gomez in tribuna. Quest’anno, i due hanno invertito i ruoli: il tedesco sarà in campo e Rossi al fianco di Della Valle. A tifare. A soffrire. A gioire se dovesse andare come tutti sperano. Speriamo. L’auspicio è che Gomez possa giustiziare (ancora) la Juventus (come del resto ha già fatto…). E che possa non far rimpiangere quel giocoliere italo-americano che mancherà per l’ennesima volta nell’undici titolare di Montella. Magari con l’aiuto dell’altro eroe del 4-2, lo spagnolo Joaquin. Colui che decretò il sorpasso gigliato. Colui che segnò il 3-2. Colui che pare essere nella forma giusta, nel momento giusto… 

E allora, pronti via. Il conto alla rovescia è iniziato. Alle 20.45 Fiorentina e Juventus scenderanno sul terreno di gioco, dove daranno vita all’ennesima sfida. Senza esclusione di ‘colpi’ e ‘giocate’. Vincerà chi avrà più fame. Più fortuna. Chi sarà più concreto. Sulla carte, Lei è più forte. Ma nel calcio non sempre vincono i più forti. Provarci e crederci ancora. Per un bis che manca da 15 anni. Eh già, perché la Fiorentina non batte la Juventus per due anni consecutivi dall’epoca Cecchi Gori, quando si impose nel campionato 1997-98 per 3-0 e nella stagione successiva per 1-0. Da quel momento, 7 pareggi e 4 sconfitte, prima di ritrovare la gioia un anno fa.

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it