Fiorentina, la difesa viola sotto esame: troppi i gol presi…

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    neto cagliariL’attacco fa vendere i biglietti. La difesa, invece, fa vincere le partite. Nel football oltre oceano, sport ben diverso dal nostro calcio, non è raro trovare la frase del mitico John Madden (grande giocatore e allenatore della Nfl) scritta sulle lavagne degli allenatori. Associare questa filosofia al calcio si rischia di passare per catenacciari, ma il Paron Rocco su questo avrebbe molto da discutere, lui che schierava comunque quattro giocatori offensivi là davanti. Digressione forse inutile, ma chiara per spiegare come Montella — se lo schieramento con tre difensori e cinque centrocampisti fosse oggi confermato — ha capito dove le difficoltà attuali della sua Fiorentina.
    Dopo aver accarezzato l’imbattibilità assoluta di Neto nella storia della società, i viola hanno incassato sei gol in tre partite, una media di due a gara. Dato che stride con quanto fatto fino a quel momento dalla retroguardia viola, imbattutta a lungo. I guai sono iniziati quando il centrocampo a 3 è andato in affanno, complici infortuni e squalifiche che hanno tolto di mezzo pezzi importanti dello scacchiere. Da qui la necessità di infoltire proprio la mediana e fare più filtro davanti alla difesa.
    La mancanza, poi, di un incontrista vero (Ambrosini in questo senso dava ampie garanzie) e qualche giocatore in difficoltà fisica (quanto è decisivo Borja Valero) hanno depotenziato quello che era il punto di forza della Fiorentina. Da qui il ritorno all’antico che non vuol dire fare passi indietro, ma capire il momento e trovare il rimedio più giusto, con le forze attualmente a disposizione. E togliere un uomo dietro non vuol dire alleggerire la difesa. Anzi. Gonzalo e Diakité, in questo senso danno ampie garanzie.