Fiorentina, la ripartenza dopo lo choc: ‘adesso tutti uniti’

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    montella napoliQuando manca la logica bisogna fidarsi dei numeri e allora ricordiamoci che da metà gennaio la Fiorentina ha giocato ventuno partite (12 vittorie, 6 pareggi, 3 sconfitte). La dimensione dei ko (0-4 contro la Lazio, 0-3 contro la Juve, 0-3 contro il Napoli) e soprattutto il modo in cui sono stati subiti hanno proiettato addosso alla Fiorentina ombre che si allungano con cupezza probabilmente esagerata sullo spessore della squadra, ma due obiettivi su tre sono stati persi in pochi giorni e questo pesa sull’inclinazione del giudizio: soprattutto si rimprovera al gruppo di «mancare nei momenti decisivi», ritraendo il braccio con il complesso del tennista condizionato dalla paura di sbagliare.
    La proprietà si è mossa attraverso Andrea Della Valle, che ieri ha avuto un contatto con Montella e da lontano è stato il supervisore dell’incontro fra l’allenatore e la squadra. In un momento come questo che cosa può fare il gruppo se non restare unito? In un momento come questo a chi devono rivolgersi la proprietà e l’allenatore se non ai giocatori che hanno più esperienza e stipendi parametrati al valore mostrato in molte occasioni? L’appello all’unità detta così è un po’ banale, ma non ci sono soluzioni magiche serve per inquadrare il giorno dopo le riflessioni a voce alta di Montella. Che pur essendone il timoniere, non si era riconosciuto nell’atteggiamento della squadra a Napoli. Toni decisi, gerarchie azzerate per quanto riguarda la conquista del posto in squadre (giocherà chi sta meglio), e condivisione per arrivare almeno in finale in Europa League. Nel frattempo un controllo sul ginocchio di Rossi ha escluso la presenza della famosa «zampa d’oca», ma lo staff ha convenuto sul fatto che sarebbe inutile rischiare il giocatore nella fase finale della stagione senza un’eseigenza particolare. Rientro ancora rinviato? Non sembra questo, ora, il problema principale della Fiorentina.