Fiorentina-Milan, il day after, l’isterismo di Firenze ed il poco equilibrio

    0



    Napoli-Fiorentina 0-1, 23-03-2014 MontellaPARTENDO DAI NUMERI 51 punti in 30 giornate di campionato, 15 vittorie 6 pareggi e 9 sconfitte. Esattamente come un anno fa. Il terzo posto nel 2012-13 era alla 30° giornata a 57 punti, quest’anno a 61, il secondo era a 59 mentre quest’anno è a 67 con una gara in meno. Davanti corrono dunque più forte, mentre la Fiorentina corre esattamente alla stessa maniera.

    Alla 30° partita del campionato scorso, la Fiorentina in tutto aveva disputato 34 partite, quest’anno è già a 46 incontri. E’ mancato per tutta la stagione l’acquisto più oneroso del mercato estivo scorso, Mario Gomez, e per metà stagione colui che è ancora terzo in classifica marcatori pur non giocando da due mesi e mezzo.

    L’anno scorso Gonzalo e Savic potevano reggere determinati ritmi giocandole tutte, così come Borja Valero, di fatto coloro che reggevano la difesa ed il centrocampo, quest’anno era impensabile che potessero giocarle tutte, o quanto meno ad ottimi livelli com’era accaduto nella passata stagione. E trovare uno alla Borja Valero è pressoché impossibile, così come uno alla Gonzalo. 

    CACCIA AL RESPONSABILE E’ dunque partita la caccia ai responsabili. Da chi ha portato Matri, Diakité ed Anderson a gennaio, a chi non ha investito nel mercato invernale più soldi rispetto a chi invece si è rinforzato, passando per chi si è già scordato dei torti arbitrali che hanno segnato la stagione gigliata. Il Napoli ed il terzo posto sarebbero sicuramente meno distanti se non ci fossero stati, e dimenticarlo non è per niente giusto. Da Montella alla coppia Pradè-Macia passando per i Della Valle. Qualcuno si attacca perfino alla maglia tutta viola e alla Joma, che porta sfortuna, giusto per non farsi mancare nulla.

    Il giorno dopo Fiorentina-Milan è pesante in città, perché il gioco della Fiorentina di Montella col Milan non si è visto per niente, anzi, perché Aquilani doveva giocare vista l’assenza del Pek e perché qualche cambio, Ilicic su tutti andava effettuato sicuramente prima. Sul banco degli imputati c’è finito in maniera pesante proprio Vincenzo Montella..E basta scorrere i messaggi alle notizie di Fiorentina.it per rendersi conto del clima..

    C’è chi parla della Fiorentina di Prandelli, sottolineando che l’attuale Ct della nazionale aveva portato la squadra viola in Champions..Montella non avrebbe forse fatto uguale l’anno scorso col 4° posto, ed anche (al momento) quest’anno con il 4° posto se in Champions andassero ancora le prime quattro in Italia? Molti dimenticano che con Prandelli non era quasi mai arrivata una vittoria contro le così dette ‘strisciate’. Come dimenticare le 3 vittorie contro il Milan in 4 gare, o il 4-1 all’Inter dell’anno passando per il 4-2 alla Juve di quest’anno? Dagli elogi nel post Napoli per aver cambiato la partita all’intervallo ai soliti appellativi di ‘Perdella’ dopo il ko col Milan. 

    C’è perfino chi rivorrebbe Ljajic, che da gennaio ha giocato 2 gare da titolare, e che non segna in Serie A da due mesi.. Roncaglia è un giocatore da seconda categoria, c’è chi accusa Cuadrado di pensare solo a se stesso o a guadagnare o a quanto poter guadagnare..C’è chi non ne può più di Gomez, perché è sempre rotto, ed è un pacco, chi incolpa Montella per i continui infortuni di quest’ultimo periodo. Neto fino al fischio d’inizio di Fiorentina-Milan era tra i 3 migliori portieri della Serie A, meritava un posto al mondiale, la conferma a Firenze, quasi le scuse di chi lo aveva criticato quando commetteva degli errori, e adesso, dopo una respinta corta sulla punizione di Balotelli, è di nuovo diventato un brocco.

    Matri è l’altro grande accusato. Altri tre gol mangiati in modo clamoroso, dopo i due di Napoli, e c’è chi dice che quel movimento in barriera sul gol di Balotelli su punizione sia stato fatto di proposito, così come che non debba segnare contro il Milan per ‘accordi’. E con questa ultima teoria, abbiamo detto tutto sulla poca serenità in città che questo ko ha lasciato dietro di se.


    E ORA?
    Questione di mentalità. Per crescere serve ancora qualcosa. Equilibrio, in primis. Col disfattismo non si va da nessuna parte. Anche perché se è vero che nel girone di ritorno la media punti della Fiorentina è da zona retrocessione, 14 punti in 11 partite, è anche vero che al traguardo la squadra viola potrebbe addirittura migliorare il rendimento dello scorso anno. Con un ottavo di finale di Europa League che l’ha vista uscire a testa alta contro colei che probabilmente alzerà la coppa a maggio, e che in campionato ha perso solo una volta contro proprio la Fiorentina, e con una finale di Coppa Italia centrata che non ha precedenti nell’era Della Valle. Adesso è il momento di sostenere questa squadra. Per le critiche, e le infamie, ci sarà tempo.