Fiorentina, missione quarto posto. Obiettivo minimo ma anche indispensabile..

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    diakitè maxi lopez savic sampdoriaLa Fiorentina viaggia piatta (8 punti nelle ultime 8 partite) e per sua fortuna chi la insegue ha ritmi ancora più quieti: i tre punti di vantaggio sull’Inter e i cinque sul Parma (che deve recuperare la partita contro la Roma) sembrano perciò un discreto margine di sicurezza anche a fronte di un calendario non impossibile (Udinese, Roma, Sassuolo e Torino in casa e Verona, Bologna e Livorno in trasferta). La Fiorentina chiuderà la stagione dopo aver giocato 55 partite, un superuso pagato a carissimo prezzo sotto forma di usura, stress, energie mentali disperse e muscoli sollecitati.
    I gravi infortuni ai due giocatori più rappresentativi, Rossi e Gomez, hanno aggiunto un rimpianto che pur senza controprove rappresenta un alibi solidissimo per non aver raggiunto il terzo posto, obiettivo dichiarato durante l’estate da Andrea Della Valle. Non solo per questo un mese dalla finale di Coppa, la stagione resta in bilico fra tre aggettivi (passabile, discreta, buona) e in attesa della sfida con il Napoli — l’unica altra squadra che è riuscita a battere la Juve — è bene ricordare un concetto base: solo vincendo la Fiorentina avrebbe il diritto di partecipare alla prossima Europa League partendo dai gironi, a prescindere dalla sua posizione finale in classifica.
    E solo il piazzamento attuale garantirebbe l’accesso diretto ai gironi di EL anche in caso di sconfitta il 3 maggio contro il Napoli, mentre se la Fiorentina arrivasse quinta dovrebbe superare un play off (come lo scorso agosto contro il Grasshoppers). Con il sesto posto, i viola sarebbero costretti a giocare almeno quattro partite prima di raggiungere la fase a gruppi, con la seccatura non secondaria di dover anticipare l’inizio della preparazione per avvicinarsi ai primi incontri ufficiali, chissà in quale piccolo stadio e contro quale modesto avversario (magari assatanato).
    Comunque un problema in più, considerati i giorni di vacanza supplementari per i giocatori che parteciperanno al mondiale in Brasile. Una prospettiva che piace pochissimo a Montella. Arrivare quarti, quindi, non è assolutamente secondario. Ed è bene che la Fiorentina abbia almeno un obiettivo per mantenere la testa e la condizione giuste per prepararsi alla partita che fatalmente sposterà il giudizio su questa stagione. La Coppa Italia sarebbe il primo trofeo della gestione Della Valle e il segno concreto di un progresso da piazzare in bacheca, a scanso di equivoci.
    Montella ora ha un compito primario, gestire la Fiorentina per farla arrivare nel modo migliore all’incontro che — come abbiamo visto — influirà più di ogni altro sul giudizio finale. Nelle ultime partite la squadra viola ha mostrato i limiti di un gruppo indebolito per lo stress e c’è stato un passo indietro sotto il profilo dell’esuberanza, del coraggio, della capacità di sfruttare il giro palla per gestire la partita. C’è un mese di tempo per recuperare eleganza e concretezza. Ma nel frattempo c’è un’altra finale da giocare, quella per il quarto posto