Fiorentina: questione di testa, non solo per Simeone

Di Giovanni Sardelli - La Gazzetta dello Sport

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Una partita da vincere soprattutto con la testa. Ed allora chi meglio del Cholito Simeone per aiutare la viola a sistemare la classifica. L’argentino è il giocatore che dopo otto giornate di campionato ha effettuato più conclusioni di testa verso la porta (10) segnando un gol con questo fondamentale (contro il Chievo). «Non possiamo permetterci un calo di intensità durante la partita – ammette Pioli – altrimenti andiamo incontro a guai. E l’intensità non è un dato fisico quanto un aspetto mentale».

Il Benevento a zero punti non fa paura. Ad intimorire semmai, la possibilità di pensare ad una gara già vinta in partenza. Su questo ha battuto Pioli all’interno dello spogliatoio. Citando, ad esempio, la recente vittoria del Crystal Palace sul Chelsea campione d’Inghilterra, nonostante i londinesi meno nobili arrivassero da 7 sconfitte consecutive senza aver segnato nemmeno un gol. Davanti con Chiesa e Thereau gioca ancora Simeone. L’ex Genoa ha segnato due reti in maglia viola, entrambe fuori casa (con Verona e Chievo). Ed oggi si gioca lontano dal Franchi.

È anche vero che delle ultime 12 trasferte di A la Fiorentina ne ha vinte appena 2: se non altro però, successi arrivati contro due neopromosse, esattamente come il Benevento. Thereau ha già segnato tre reti per la Fiorentina (5 totali in campionato), Chiesa due, ma il contributo del figlio di Enrico è totale. Servono i gol del Cholito, sempre molto vivace e tenace. Ma non sempre determinante. Colpa anche di un po’ di malasorte, basti pensare al palo clamoroso preso contro l’Udinese.