Fiorentina senza scelta: Classifica e morale, servono i tre punti

di Angelo Giorgetti - Qs La Nazione

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udinese borja valero

Partita semplice solo in teoria, la Fiorentina potrebbe infatti complicarsela saccheggiando il proprio repertorio di imprevedibilità (ansia casalinga da prestazione, supremazia non sfruttata, doppi vantaggi sprecati) oppure trottare serena verso la vittoria.

Con la squadra di Sousa non ci si annoia mai, in tutti i sensi: difficile perciò fare previsioni stilistiche, sebbene la posizione in classifica dell’Udinese sia prossima a quella della pace dell’anima, calcistica ovviamente, essendo la serie A divisa in terre già delimitate con chiarezza; i friulani sono in quella di mezzo, lontani da tutto, mentre la Fiorentina è in teoria sempre in corsa per l’Europa. Se le motivazioni facessero la differenza, i viola partirebbero con molto vantaggio. Mai fidarsi troppo, però.

Fra le buone notizie c’è il ritorno fra i convocati di Kalinic: con lui sarebbe andata diversamente a Roma? Improbabile, visto il modo in cui la Fiorentina è stata messa sotto, addirittura sdraiata da metà primo tempo in poi. Gravissima randellata al morale, oltreché alla classifica, ma è soprattutto la prima conseguenza che preoccupa in un’annata in cui le partenze annunciate (l’allenatore, il capitano) non sembrano proprio il massimo per costruire l’immagine del gruppo ideale.

La Fiorentina deve timbrare il cartellino ricordandosi di essere sempre sotto esame in una stagione in cui contano molto gli stati d’animo, oltre che i risultati: la pessima figura fatta a Roma, ma soprattutto il modo in cui ha parlato Sousa dopo la partita – ancora incomprensibili gli elogi aperti fatti a Babacar nel contesto avvilente dello 0-4 – sono schiaffi recenti. Il modo in cui la gravissima sconfitta è scivolata nel silenzio ha aumentato, poi, la malinconia di chi vorrebbe una presenza sensibile della società nei momenti più complicati. I quattro schiaffi di Roma hanno riproposto l’immagine di un gruppo che viaggia davvero a corrente alternata, e che in certi momenti prende atto della propria, incolmabile distanza da squadre più attrezzate.

Oltre alla convocazione di Kalinic, deve essere messa in evidenza anche la prima chiamata per Saponara: l’ex Empoli è in prestito per un anno (1 milione per il leasing) e la Fiorentina si è impegnata a pagare il suo cartellino altri 8 milioni. Impegno robusto, ovvia la curiosità di sbirciare l’ex dell’Empoli con la maglia viola, anche se oggi quasi certamente partirà dalla panchina.

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Emiliosud
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La classifica non ci interessa. Quello che è importante per la squadra è convincersi ( e convincerci) di non essere mediocre, di possedere qualcosa in più rispetto a quanto dimostrato con la sciagurata prestazione di Roma. Qualche giocatore dovrà dimostrare di non essere alla fine della propria carriera e di poter dare ancora qualcosa alla Fiorentina. Ai giovani emergenti, (Chiesa , Berna ed anche Babacar) se giocano, si chiede umiltà ed impegno massimo, perché non hanno ancora raggiunto alcun traguardo. A Kalinic, non si può chiedere che di confermare il suo stile di gioco conforme al suo comportamento di uomo di altri tempi. Alla proprietà, si auspica di cogliere il massimo dei convincimenti ai fini di una accurata quanto opportuna valutazione delle proprie possibilità e volontà di portare, la Fiorentina, ai livelli più o meno alti del calcio italiano. Nulla di più chiedono i tifosi, per la partita di oggi… Leggi altro »
Aliush
Ospite
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È dura convincere del contrario, perché la squadra È mediocre.

deno
Ospite
Member

Perchè prima i tre pumti non servivano?

Vanderone
Ospite
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Se va bene si pareggia a questi mancano le palle ma non quelle da gioco.

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