Fiorentina, sono due mesi da paura: finito il tempo dei bilanci, ognuno si prenderà le proprie responsabilità

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    Fiorentina-Chievo Verona 28-08-2016Bilanci e plusvalenze fanno parte del passato, ognuno si è fatto un’idea decidendo di essere sospettoso oppure ottimista dopo il mercato low cost. Nucleo mantenuto, scommesse aggiunte. Di sicuro fra comunicati della Fiesole e lamentele varie il clima non sembra granché, sebbene il gruppo dei giocatori sia rimasto in pratica lo stesso: dodici partite nei prossimi quarantotto giorni chiariranno le idee a tutti, scettici o fiduciosi, mettendo Sousa di fronte alla necessità di evolvere il proprio calcio. Di questo ne parleremo poi. Tutti in ogni caso siamo curiosi di conoscere il giudizio dell’allenatore viola, che aveva rimandato la propria valutazione sul piazzamento della Fiorentina alla fine del mercato. Appuntamento a sabato, alla vigilia con il Genoa, oppure in qualche meeting infrasettimanale ancora non previsto.

    Il sistema di gioco della Fiorentina avrà comunque bisogno di un tagliando. L’eccesso di stile – che a volte è diventato una trappola – dovrà essere sostituito da modelli di gioco più vari, adattabili alle esigenze della partita e alla caratteristiche dell’avversario, innescando cambi di passo assenti nella seconda parte della scorsa stagione.

    Nel frattempo è partito Alonso per una cifra fantascientifica: parte del malloppo è rimasta in canna solo perché il penultimo giorno di mercato sarebbe stato impossibile reinvestirla? In realtà Corvino ha ripetuto in pubblico che la situazione finanziaria era compromessa, «perché nelle ultime stagioni c’è stata una gravissima perdita finanziaria, con un passivo di bilancio da 40 milioni e uno squilibrio tecnico piuttosto chiaro: in squadra avevamo solo 11-12 titolari e ben 6 prime punte, peraltro con pochissimi italiani in rosa. Due mesi sono pochi per resettare tutto, ma la nostra idea è ripartire da zero».

    Il bilancio è a posto, e la squadra com’è? Il clima è ottimale? Se è vero che la Fiorentina ha respinto super offerte cash per alcuni dei suoi migliori giocatori – Kalinic, Borja Valero, Badelj, Vecino, Bernardeschi – hanno questi ultimi lo stato d’animo ideale dopo un mercato lungo e complicato, chissà con quali panorami e ingaggi promessi da altri club? Fin qui siamo nel passato e nel reparto delle supposizioni, la palla ora passa a Sousa che dovrà di sicuro dimostrare una maturità superiore nella gestione dello stress: e il cambio di atteggiamento nei confronti del mercato – «Allenerò chi mi metterà a disposizione la società» – è la dimostrazione che il tecnico ha deciso di concentrarsi esclusivamente sul campo. I contatti frequentissimi con Corvino lo hanno del resto rassicurato e, nei limiti, reso partecipe di tutte le scelte. Ovviamente esclusa quella che ha riguardato Alonso.

    In cosa dovrà evolversi, allora, Sousa? Prima di tutto nella gestione del gruppo, che in passato da un certo punto in poi è stato chiaramente diviso fra giocatori affidabili e giocatori (molto) meno affidabili. Sul turnover parzialissimo ha certamente inciso lo choc del calciomercato di gennaio, resta il fatto che il superuso di alcuni giocatori ha influito poi sui risultati e per qualcuno (Badelj) anche sulla muscolatura. Sousa dovrà evolversi anche nel gioco e sicuramente lo farà avendo a disposizione, rispetto al passato, alternative diverse per funzionalità e caratteristiche. In attesa di scoprire il valore al «cambio italiano» di Salcedo, Maxi Olivera, Cristoforo e Toledo (Sanchez e Milic si sono già intravisti contro il Chievo) Sousa sta attrezzando una struttura in cambio di cambiare pelle, velocità, ampiezza di gioco.

    Saranno in questo senso fondamentali gli esterni alti (Tello, Bernardeschi, Toledo) utilizzati finalmente nella posizione ideale; sarà fondamentale un centrocampo più grintoso nei recuperi e nella protezione della difesa (Sanchez, Cristoforo); proprio in difesa le presenze di Salcedo – attesissimo perché dovrebbe essere il titolare al posto di Tomovic –, De Maio, Milic e Maxi Olivera (tanta curiosità anche per lui) rappresentano soluzioni per aumentare il tasso di velocità. C’è, obiettivamente, l’incognita del portiere: il Tatarusanu estivo sembra ancora prigioniero degli errori fatti all’Europeo, come se un’ombra non lo abbandonasse mai, ma in attesa di capire quanto valga Dragowski il titolare è indubbiamente e indiscutibilmente lui.