Fiorentina, tra problemi di mentalità e di rosa..All in Europa League

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Tre sconfitte consecutive in campionato nel momento che invece doveva partire la rincorsa a quel sogno (per la proprietà viola era un obiettivo) chiamato Champions League. Le sconfitte consecutive diventato quattro se consideriamo la cocente e pesante sconfitta contro la Juventus, che non ha permesso alla squadra di Montella di raggiungere la seconda finale di Coppa Italia consecutiva.
Nel mezzo la meritata qualificazione alla semifinale di Europa League contro il Siviglia ma questo non può certo bastare che tutto proceda bene, che va bene così…
All’inizio di aprile la Fiorentina era in corsa per tutti e tre gli obiettivi stagionali, con grandi possibilità di arrivare fino in fondo e coronare una stagione da sogno. Negli ultimi 20 giorni, invece, Montella, Gomez e compagni hanno inspiegabilmente gettato al vento due obiettivi su tre. In Coppa Italia i viola partivano dal 2-1 conquistato allo Juventus Stadium, nella gara di ritorno (contro le riserve dei bianconeri) la Fiorentina in pratica non scende nemmeno in campo lasciano campo e finale alla Juventus. Savic CagliariPoi arriva l’incomprensibile e umiliante prestazione con sconfitta di Napoli. Contro il Verona, davanti al proprio pubblico, tutti convinti che proprio contro l’Hellas inizierà la rincorsa verso posizioni di classifica molto più ambiziosi, d’altra parte è sempre stato detto che le ultime otte giornate di campionato erano proprio favorevole ai viola, invece Montella sceglie di rivoluzionare la formazione (lasciando riposare i titolari per la gara di ritorno contro la Dynamo Kyiv) e nel finale arriva addirittura la vittoria del Verona. Fino alla gara col Cagliari. Alla viglia, prima della partita i discorsi erano sempre i soliti delle ultime settimane: Fiorentina più forte dell’avversario, invece anche questa volta arriva una brutta e sonante sconfitta. E’ vero che la squadra di Montella riesce a creare azioni da gol partita dopo partita ma non riesce a concretizzarle nella giusta maniera ma dire che non si sono problemi quando in tre partite raccogli zero punti, subisci sette gol e ne realizzi uno solo.
Montella e la società hanno deciso di non portare la squadra in ritiro sottolineando che i giocatori, giocando ogni tre giorni, sono sempre in ritiro. In questi casi, però, non sarebbe dovuto essere un ritiro punitivo perché qualcuno professionalmente non si comporta nella giusta maniera oppure in qualche maniera tira indietro la gamba. Sarebbe potuto essere un ritiro per far ancora più gruppo nel momento più importante della stagione. Trovare maggiore serenità, concentrazione.
Perché probabilmente il problema della Fiorentina è di mentalità e di una squadra che probabilmente non è realmente attrezzata per competere su più competizione.
Per la questione della mentalità nessuno mette in dubbio che ogni giocatore voglia e giochi pensando un giorno di raggiungere traguardi prestigiosi, vincere trofei, competizioni. Per riuscirci, però, in un gruppo che punta a questo servono alcuni giocatori che in passato abbiano veramente vinto qualcosa. Che sappiano quali sono i momenti giusti durante una stagione per cambiare il passo. Che sappiano cambiare e vincere partite anche quando la condizione fisica e mentale non sia delle migliori. Anche quando l’avversario potrebbe essere più forte o non nel affrontare squadra più deboli non dandogli la giusta importanza. In questa Fiorentina, che piaccia o meno, l’unico giocatore che ha vinto è Mario Gomez. Certo, lui avrebbe potuto, dovuto fare molto di più in fatto di gol ma con un giocatore solo con la caratteristica di saper ‘vincere’ non può certo bastare. E’ vero, la Fiorentina è composta da alcuni ottimi giocatori, alcuni però…
spalti vuoti CagliariE’ qui si arriva al discorso che probabilmente i media e la critica, i tifosi e qualcuno in società, avevano un po’ troppo sottovalutato la rosa messa a disposizione di Montella. Per mesi si è pensato, creduto che il tecnico viola aveva a disposizione non una ma in pratica due Fiorentina. E’ stato così per gran parte della stagione ma quando poi Montella ha dovuto puntare anche su chi aveva giocato meno per rimanere in corsa su tutti i fronti questi non hanno risposto nella giusta maniera. Risultato che alla fine per cercare di vincere le partite Montella ha dovuto centellinare le forze dei titolari (come accaduto per la gara di ritorno di Europa League).
Andrea Della Valle ha lasciato in anticipo il Franchi, quando il Cagliari vinceva per 2-0. Segno di sofferenza, disappunto, amarezza.
Non avrebbe voluto vedere questo finale di stagione. Pensava, voleva un finale diverso, vittorioso.
In molti dicono che da tempo la squadra abbia deciso di puntare tutto sull’Europa League. Ipotesi affascinante ma molto pericolosa. Non alzare la coppa nella finale di Varsavia potrebbe portare i viola a una stagione forse ‘fallimentare’. Sempre che non succeda qualcosa di strano in campionato ma ormai Firenze è diventa terra di conquista da parte di tutti…

Autore: Gianni Ceccarelli, Fiorentina.it