Fiorentina, un punto strappato con i denti… ma che serve a poco in chiave classifica

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    parma fiorentinaDue colpi di clacson in un ingorgo di nervi tesi che la Fiorentina risale in inferiorità numerica contro un avversario più fresco, reattivo e calcisticamente cattivo. Questo è l’aspetto positivo, insieme al capolavoro disegnato su punizione da Mati. Sull’altro fronte ci sono le espulsioni di Diakité e Borja in una partita che rischia di scivolare verso una deriva rissaiola per come Gervasoni gestisce e giudica i momenti di tensione e gli episodi chiave. Montella alla fine sintetizza: «I giocatori della Fiorentina, io stesso e la società, tutti noi siamo diventati antipatici agli arbitri. E questo sarebbe il paradosso del paradosso». E’ in effetti discutibile la distribuzione di cartellini di Gervasoni fronte all’atteggiamento più duro del Parma, fino a sfociare nel doppio severissimo rosso contro Diakité e Borja (con danni futuri per la Fiorentina: da qui forse la reazione furibonda di Montella).

    Out anche Pizarro (ammonito) per la partita di domenica contro la Lazio. Tanti episodi contestati, a cominciare dal rigore assegnato per gioco pericoloso su un giocatore che aveva già colpito la palla. E poi il fallo da dietro di Paletta su Gomez (ignorato), il polso durissimo su Borja che era intervenuto nello scambio di cortesie fra Munari e Cuadrado. Rosso diretto per lo spagnolo, che rischia di saltare anche il match contro la Juve… Il punto che la Fiorentina strappa con i denti _ e anche qualcos’altro _ serve a poco in classifica e questo il secondo rimpianto di una partita che la Fiorentina imposta per vincere e poi si deve accontentare di pareggiare.

    Montella sceglie la difesa a quattro con Tomovic a sinistra per intercettare Biabiany, a destra Diakité segue a turno Cassano, Molinaro o gli inserimenti di Parolo. Davanti al centrocampo top, Joaquin a destra e Cuadrado a sinistra, con Matri centrale. Parma gagliardo dopo i 12 risultati utili consecutivi: difesa a tre, centrocampo a cinque organizzato da Marchionni con Paolo e Gargano interni, più Cassano e Amauri innescati davanti. Fin qui la tattica. Poi c’è la partita abbastanza godibile con la Fiorentina predisposta per superiorità tecnica individuale al possesso palla, ma poco vispa a ripartire con il campo a disposizione. Molto più in palla Aquilani di Borja, mentre a Matri riesce pochissimo di quello che vorrebbe, arriva troppo presto o troppo tardi, incespica o sbaglia mira. Poi però sarà preziosissimo. Vedremo come. Neto e Mirante sudano zero e tranne qualche intervento semplice guardano la partita da lontano, segno che la potenzialità del match è tutta da scoprire.

    Pericoli nascosti fra le linee, con la Fiorentina che cerca di tenere altissima quella del fuorigioco. Dietro Gonzalo soffre la fisicità di Amauri, che sembra la copia venuta bene di quello visto in viola. Il gol del Parma nasce da un blitz di Amauri sfuggito al controllo di Gonzalo, che Cassano (gol numero 9 contro i viola) concretizza con un piatto destro in corsa. La libertà di Fantantonio sfiora nella circostanza lo stato di eremitaggio, ma la velocità dell’azione e il rimpallo su Pizarro salvano almeno la reputazione degli altri difensori. La risposta della Fiorentina arriva dopo un minuto, è uno sbocco di rabbia più di un’azione di calcio. La percussione centrale trova Matri libero a sinistra e questa volta l’idea è giusta: cross basso sul quale Borja si fionda assatanato senza riuscire a deviare, ma sulla palla arriva Cuadrado che trova la geometria giusta per conquistare il triangolo scaleno della porta rimasto incustodito. Nel secondo tempo subito un’altra scossa: Tomovic entra in ritardo su Biabiany che colpisce di testa e l’arbitro lo punisce per gioco pericoloso. Tomovic ammonito, Fiorentina furibonda (ammonito per proteste anche Pizarro), Amauri sul dischetto e Parma in vantaggio per 2-1 al 50’. Saltano i nervi anche a Diakité, che pochi minuti dopo colpisce da dietro Cassano: secondo giallo e Fiorentina in dieci. Entrano Gomez per Joaquin e Ilicic per Matri: arretra un po’ Cuadrado per coprire la fascia, ma la Fiorentina fatica a ricomporre il senso della partita. Neto respinge due volte su Cassani e Amauri, il secondo è un intervento complicatissimo. Dentro anche Mati per Aquilani, la freschezza superiore del Parma si misura anche dal minuto della prima sostituzione (al 79’ Munari per Marchionni). Fiorentina comunque viva, ma ci vorrebbe un colpo di genio per pareggiare. Mati su punizione fa di più: s’inventa un capolavoro. E il 2-2 alla fine sembra perfino un buon risultato.