Firenze è stanca. Big ed assenze pesanti, il punto. Ora Esbjerg e Lazio…

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    Parma-Fiorentina Borja Gervasoni MunariFirenze è esplosa di rabbia: alla lettura del comunicato ufficiale del Giudice Sportivo recante le decisioni in merito alla gara di ieri, c’era da non crederci. Quattro turni di squalifica a Borja Valero, uno che il calcio lo parla in campo e fuori, uno che la Lega dovrebbe prendere a testimonial. Ed invece no, lo spagnolo è solo l’ultima vittima di una strana “antipatia” che la Fiorentina sembra essersi saputa attirare: sarà per il “lamentismo” che non piace agli arbitri, sarà perché i Della Valle minano il potere di molti in Lega Calcio, sarà perché Firenze ha un progetto importante che fa paura a chi soldi ed idee non ne ha più, fatto sta che è quanto meno dovere di cronaca raccogliere le più che dubbie decisioni che hanno coinvolto i viola recentemente.
    Archiviando (e non è cosa facile) tutta la scorsa stagione, conclusasi con l’incredibile beffa di aver visto qualificarsi il Milan per la Champions League, in questo campionato alla Fiorentina mancano sette punti in classifica, un bottino che la vedrebbe terza a +7 dal Napoli, là dove i viola, per gioco e qualità, meriterebbero di stare. Sorvoliamo sugli errori, ammettiamo (ingenuamente) che tutti possano sbagliare e concentriamoci sull’atteggiamento: è soprattutto su questo punto che si scatena la rabbia dei viola. 
    L’atteggiamento degli arbitri (e dei loro superiori) nei confronti della Fiorentina è diventato disarmante, arrogante ed irrispettoso: un rapporto che Montella si auspica di reciproco confronto, di rispetto e che invece sempre più si risolve in un muro contro muro che mal si addice coi buoni propisiti. La punta dell’iceberg è quel labiale ingiustificabile di Gervasoni a Gomez, ma sotto c’è un mare di dissapori che vanno da quell’incrocio Montella-Braschi a Parma (guarda un po’, proprio il Tardini…) al mancato saluto a fine gara fra il tecnico viola ed il pacchetto arbitrale. 
    Torniamo a parlare di campo, perché è questo quello che interessa alla società viola, che ha chiesto ai giocatori di concentrarsi sulle prossime partite lasciando ad Andrea Della Valle l’onere (o l’onore) di commentare il resto (leggi QUI): sul campo, mancherà per quattro giornate Borja Valero, un’assenza non da poco se si pensa all’importanza dello spagnolo nelle geometrie viola ed all’importanza degli impegni che aspettano la Fiorentina. Il n.20 salterà Lazio, Juventus, Chievo e Napoli, se le quattro giornate verranno confermate: in pratica sarà out in due scontri diretti, in due big match (tre se promuoviamo a big match la sfida coi biancocelesti). Non è assolutamente la prima volta che la Fiorentina si presente a sfide importanti e decisive priva dei suoi uomini migliori: lo spagnolo era già mancato contro l’Inter al ritorno, Pizarro all’andata, Rodriguez aveva saltato il Napoli al Franchi e Cuadrado il Milan a San Siro. A notare la chirurgica precisione delle assenze c’è quasi da sospettare…
    Intanto, giovedì si torna in campo per archiviare definitivamente la pratica Esbjerg e regalarsi la doppia sfida europea contro la Juventus: lì, almeno, non designa Braschi.
    Giovedì e domenica servirà un Franchi pieno per sostenere la squadra in un momento che psicologicamente è delicatissimo: Firenze saprà regalare amore e sostegno alla sua squadra, una risposta splendida contro un mondo che i tifosi viola non capiscono più.