Firenze, proteggi il talento Chiesa: una squadra più forte per tenere e far crescere Fede

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Piccola Italia e Chiesa medio-grande, così hanno stabilito tutti i giornali e anche il ct Deschamps, che di qualità nella Francia ne ha parecchia e quindi può fare paragoni. Se ne sono accorti tutti in giro, scrive La Nazione. La Fiorentina ha in casa un talento che ingolosisce a lungo raggio, i tifosi viola fiutano il pericolo e, quando parlano di lui, sfiorano il fatalismo: «Chiesa? Eh, speriamo che resti almeno un altro anno». Difficile fare previsioni in un calcio in cui Mbappè viene pagato 145 milioni, in realtà per ora in tutte le salse la Fiorentina ha risposto di no a chi si è avvicinato.

E Federico? Lui è un robottino in campo e fuori, dove ripete sempre lo stesso concetto («Con la Fiorentina ho un contratto di cui sono felice e soddisfatto, devo pensare solo a crescere ascoltando i consigli del Ct e del mio club») mantenendosi a distanza da ogni approfondimento. Logico che sia così, anche perché – davvero – la sua volontà è quella di restare per proseguire nell’ambiente migliore un processo di crescita già consolidato. Bisogna vedere però a quali condizioni.

La Fiorentina gli ha promesso un salto di qualità sostanziale, con 3-4 nuovi «titolari» in grado di spostare il valore verso l’alto. La Fiorentina e Firenze hanno il dovere di proteggere un capitale così luccicante: la società mantenendo le promesse e confermando nell’attaccante la sensazione che a vent’anni si possa gestire il proprio talento in un contesto di crescita ragionevole, ma seria e partecipata anche da parte della proprietà.