Firenze vorrebbe Spalletti, al Napoli piace Montella. Ma essere profeti in patria…

0



Luciano Spalletti, Walter Mazzarri, Roberto Donadoni, Maurizio Sarri, Eusebio Di Francesco. Ultimo, Rolando Maran. Quanti nomi si stanno facendo per indicare i probabili sostituti di Vincenzo Montella! Perfino troppi (qualcuno, forse, anche a sproposito). Del resto, quella della Fiorentina, è una panchina ambita. Chi non vorrebbe sedersi su di essa? Immaginiamo nessuno. O forse qualcuno. Chissà… Forse dipende dalle ambizioni della società (quella viola) e dell’allenatore (Spalletti, per esempio, potrebbe averne alcune, Di Francesco altre). Ma in linea di massima, chi viene a Firenze ha voglia di fare bene. Di rimanere impresso. Sfida qualunque cosa pur di tentare di regalare alla piazza un qualcosa che le accade raramente: vincere. Perché vincere in viola vale doppio. Triplo. Qualche volta anche di più. Ma sono pochi eletti ad esserci riusciti e, arrivare in riva all’Arno dopo il triennio Montella… beh,non è che sia la cosa più semplice di questo mondo. Perché dopo 3 semifinali e una finale disputata in due stagioni, l’asticella è inevitabilmente alzata. E l’aspettativa è quella di alzare un trofeo (oppure ricominciare tutto da capo).

 

Tra tutti gli allenatori che sono stati elencati come possibili alternative a Montella (in caso il suo rapporto con la Fiorentina terminasse il 31 maggio), ce n’è uno che stuzzica in maniera particolare la fantasia dei tifosi viola, ed è Luciano Spalletti. Basta dire “Della Valle pensa a Spalletti”, per vedere la gente impazzire dalla gioia. Dalla speranza che sia vero. Fremere per poter vedere la ‘pelata’ del certaldese luccicare al ‘Franchi’. Perché solo ‘Lucio’ sarebbe ben accetto da tutti. A furor di popolo. Perché è un allenatore esperto e bravo. E soprattutto perché è tifoso della Fiorentina da sempre, ed ha sempre dichiarato che un giorno avrebbe voluto allenarla (“Anche gratis”, dichiarò).

 

Ma… C’è inevitabilmente un ma. Luciano Spalletti è un tifoso viola. E su questo non ci piove. Così non ci piove sul fatto che sia un grande tecnico. E, proprio per questo, ha due caratteristiche: A- costa molto; B- pretende (giustamente) di avere a disposizione una rosa alla sua portata.

 

Dunque. Sul punto A potrebbe anche sorvolare, cercando di andare incontro alle esigenze della Fiorentina e riducendosi le pretese (ma soprattutto l’ingaggio). Ma sul punto B non transige. Non può transigere (toh, guarda un po’: è proprio il punto sul quale non transige neanche Montella…).

 

Perché il suo intento (quello di Spalletti) sarebbe quello di sedere sulla panchina della sua squadra per fare bella figura e non per incrinare il rapporto con una parte della tifoseria perché la rosa è corta e non abbastanza competitiva. O peggio ancora rompere un idillio che dura da anni. Fonti molto vicine al tecnico di Certaldo raccontano di un ‘Lucio’ innamorato di Firenze al punto di aver acquistato una casa in centro, ma non convinto di poter sedere, oggi, sulla panchina viola. La domanda che nasce spontanea è: perché? Perché un tifoso gigliato dovrebbe rinunciare al suo sogno di allenare la Viola? Forse proprio perché il troppo attaccamento alla Fiorentina lo porterebbe ad avere oneri eccessivamente impegnativi? Forse per il timore di non riuscire nell’impresa di vincere qualcosa (ciò che gli chiederebbe la gente e la proprietà) e di ‘deludere’ le aspettative dei suoi tifosi? Chissà…

 

Di certo, il suo amore per la Fiorentina lo porta a riflettere bene su quale sia la cosa migliore da fare perché, se c’è una cosa che il calcio insegna, è che essere profeti in patria è rischioso e difficile (per tutti). E questo Spalletti lo sa benissimo…

 

Come sono diversi Spalletti e Montella, eh? Eppure, per certi aspetti, così simili… Un esempio? Semplice: Napoli gradirebbe la soluzione Montella. Firenze vorrebbe Spalletti. Ma i dubbi e determinate ‘paure’ sono più grandi dell’amore che entrambi provano per le origini. A meno che, non abbiano le garanzie debite per dimostrare (proprio in patria) di essere bravi e vincenti. Altrimenti, meglio andare ognuno per la propria strada e continuare ad amarsi e bramarsi da lontano. A sognarsi. Vedi mai che alla fine qualche sogno non si avveri…

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it