Fratelli Xhaka a duello: Fiorentina-Napoli anticipa l’Europeo?

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    Taulant XhakaFratelli contro. Quando la mano galeotta di David Trezeguet ha estratto Svizzera e Albania nello stesso gruppo di Francia 2016, un fremito lungo un’eternità ha percorso la famiglia Xhaka. Per la prima volta due fratelli si troveranno di fronte nella fase finale dell’Europeo: Granit con la maglia rossocrociata, Taulant con quella dell’aquila albanese. Ma a dar retta agli spifferi di mercato che giungono da Napoli e da Firenze, i due ragazzi — nati a Basilea, ma di origine kosovara — potrebbero sfidarsi in Serie A già da gennaio. Paulo Sousa ha beneficiato delle qualità di Taulant nella sua esperienza basilese e lo vorrebbe riabbracciare ora. Gli azzurri, invece, hanno identificato in Granit il sospirato centrocampista di spessore. 
    LA SCOPERTA Chi avrebbe pensato che l’urlo risuonato nell’atrio di casa Xhaka sedici anni fa avrebbe portato così lontano? «Papà, papà! Vieni, c’è un signore nel parco che ti vuole parlare», implorava Taulant, il maggiore dei due. Quel tizio che arruolò i due ragazzini dopo un breve dialogo con papà Ragip era uno degli osservatori di punta del Concordia Basilea, società che fa del settore giovanile il fiore all’occhiello. E se ti metti in luce nel Concordia, sicuramente finisci al Basilea. I due Xhaka nel 2002 vestono la maglia rossoblù della corazzata svizzera per poi arrivare, otto anni più tardi e sempre a braccetto, in prima squadra. 
    CARATTERI Taulant è il fratello più irrequieto, quello con la lingua troppo lunga e un po’ scavezzacollo. Granit, un anno più giovane (è nato nel 1992), non tira mai indietro la gamba, ma fuori dal campo è posato, serio e programmatore. «Taulant è comunque il più grande», si schernisce il playmaker del Borussia Mönchengladbach. «Se lui dice qualcosa, per me è legge». Le carriere dei due Xhaka sembrano prendere strade opposte nel 2012. Granit, stiloso e risoluto regista di centrocampo, approda in Bundesliga al Gladbach, mentre Taulant non trova spazio nel Basilea e va in prestito al Grasshopper. Murat Yakin però vede in lui un energetico e deciso jolly difensivo di centrocampo e decide di richiamarlo alla base. Ma è soltanto con l’avvento in panchina di Paulo Sousa che Xhaka senior diventa una pedina fondamentale dei pluricampioni elvetici. Adesso i percorsi dei fratelli potrebbero nuovamente riannodarsi, tra scudetto e la sfida per gli ottavi di finale dell’Europeo di Francia. E in vista di quel confronto fratricida (in programma l’11 giugno a Lens), papà Ragip, che è anche agente dei due, non sa proprio da che parte stare. E ne ha tutte le ragioni. Sul tema mercato invece resta diplomatico: «Tutto è possibile, non possiamo escludere alcuna eventualità».