Gazzetta: Biraghi come Grosso, riecco l’Italia. Cristiano nel nome di Astori

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Tante occasioni ma zero gol fino al 92′: ci pensa poi il terzino viola, che dedica la rete a Davide.

Un terzino sinistro sepolto da un abbraccio. Di questi tempi va così: dobbiamo pensare positivo, farci coraggio, provare a ripensare al meglio del nostro essere l’Italia. Va che ieri sera, in quel mucchio selvaggio che ad un certo punto ha fatto scomparire Cristiano Biraghi, coperto da una valanga di gioia repressa, abbiamo rivisto la montagna di maglie azzurre che si accatastò sopra Fabio Grosso, quando quest’ultimo ci aveva appena spalancato la porta verso Berlino e la finale mondiale- Così scrive La Gazzetta dello Sport.

PARAGONE. Biraghi ci ha portato molto più vicino, semplicemente verso un domani che non dovrà più fare i conti con una parola fastidiosa come retrocessione. Ma se quello di Lippi era un gruppo di ferro, quello di Mancini è un gruppo che sta nascendo. E in gruppo vero segna anche chi non fa quello di mestiere: l’uomo che non ci aspettavamo dodici anni fa e forse l’ultimo che ci aspettavamo ieri sera. Anche se Biraghi ogni tanto un gol lo fa, proprio come li faceva Grosso.

DEDICA. Il gol che è tornato in mente ieri sera è stato quello dell’anno scorso contro il Chievo, su passaggio di Astori nell’ultima partita giocata da Davide prima di morire. E proprio al suo capitano ha ripensato Cristiano, perché non c’è gioia abbastanza grande da cancellare il ricordo di un dolore così grande: con le dita ha disegnato un 1 e un 3, il 13 della maglia di Astori: «Davide è parte di me, come di tutti noi della Fiorentina e di chi ha giocato con lui. Se sono qui è anche per i suoi insegnamenti, che mi hanno fatto crescere tantissimo».