Gennaio 2012 Vs Gennaio 2014..La forza di Pradè-Macia e della Fiorentina

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    matriGennaio 2012 – Mentre Delio Rossi aveva ai box Jovetic e Ljajic e cercava di far punti con degli attacchi improbabili, come la coppia Lazzari – Cerci (che non era quello di ora) a Cagliari in un Cagliari-Fiorentina 0-0 dove i viola non fecero praticamente un tiro in porta, il vecchio ds della Fiorentina Pantaleo Corvino tentava disperatamente di reperire sul mercato delle punte che potessero venire in soccorso dell’ex allenatore gigliato. Situazione di emergenza, da codice rosso, con una classifica che diceva lotta per non retrocedere, e l’esigenza immediata di cambiare le cose. Ma in quella sessione di mercato ci volle praticamente un mese per avere Amauri dalla Juventus ed El Hamdaoui dall’Ajax, con un fax che arrivò a mercato italiano già chiuso e che dunque, poi, non permise la chiusura della trattativa.

    Gennaio 2014 – Il 5 Gennaio si fa male Rossi, la Fiorentina si ritrova senza attaccanti di spessore, e in meno di 10 giorni porta a casa Matri, oltre ad Anderson per il centrocampo. Con la nuova coppia Pradè – Macia è cambiato tutto. Nel momento in cui si è fatto male Pepito, e con Gomez ancora (seppure per poco) ai box, la Fiorentina si è ritrovata in una di quelle situazioni pressoché drammatiche (sportivamente parlando), per chi deve fare mercato. Ovvero: abbiamo bisogno di un attaccante, forte, e subito. Ed in questi casi capita facilmente di ritrovarsi porte sbattute in faccia, prezzi gonfiati al 1000%, come a dire: ne avete bisogno? Questo è il prezzo di quello che vi serve. In pratica quello che è successo varie volte proprio a Corvino, ma che invece a Pradè e Macia non è successo. Fortuna? No. Buoni rapporti, contatti, a volte anche ‘favori’, come a dire: se c’è bisogno di una mano qualcuno è anche disposto a dartela.

    Tanto più se riesci a portare a Firenze un giocatore del calibro di Matri a 0, che ok non avrà fatto benissimo in questi sei mesi al Milan, (ma chi è che ha fatto bene a Milano in questo periodo?), e da una società per altro “nemica”, o quanto meno non certo amica. Pochi mesi fa la mossa non certo politically correct su Ljajic con Galliani che offrì 7 milioni di euro in attesa di averlo a 0 un anno dopo (messaggio neanche poi così non dichiarato) mandando su tutte le furie la società viola che poi riuscì a darlo alla Roma a condizioni decisamente più vantaggiose, e prima tutti gli screzi vari sull’accesso in Champions da parte dei rossoneri, il “Stasera dovevamo esserci noi a giocare i preliminari” di Andrea Della Valle quando la Fiorentina presentava le maglie e il Milan giocava i preliminari di CHL contro il Psv, il ‘campionato falsato’ di Galliani, il ‘peggior stadio d’Italia’ dell’Ad rossonero etc etc..

    In altri momenti, e soprattutto con altri dirigenti, sarebbe accaduto tutt’altro. La forza della programmazione, come è il colpo Anderson, la capacità di districarsi nell’improvvisazione, come è stato il colpo Matri. Tutto questo è la coppia Pradè – Macia, con la forza di una famiglia come quella Della Valle la cui forza anche nel mondo del pallone è sempre più disarmante.

    Nell’estate scorsa si parlava di offerte complessive di 75 milioni di euro arrivate per 3 giocatori, Borja Valero, Savic e Cuadrado, rispedite al mittente dalla società viola, l’operazione Gomez e Rossi, adesso il prolungamento di contratto dello stesso todocampista spagnolo, il prossimo riscatto dell’altra metà di Cuadrado dall’Udinese, e l’arrivo di un giocatore dal Manchester United oltre all’aver resistito agli assalti per Jovetic e Ljajic da società ostili e averli ceduti alle proprie condizioni.  Il tutto per un monte ingaggi che adesso sfiora i 55 milioni di euro lordi. Questa Fiorentina è forte, insomma, e non solo calcisticamente parlando. Ha gli attributi, le idee e le capacità di muoversi in ogni situazione. I tempi per fare il definitivo salto di qualità, sono davvero maturi.